Tuesday, March 13

Settimana 5 -11 marzo

Un'altra settimana pesante come km.

Lunedì pioveva a dirotto e comunque avevo deciso di riposare per bene. Martedì sera sono andato per strada a Capolungo, ma avevo veramente le gambe di marmo, mi ci è voluto un po'a sciogliermi e da circa il Monu a casa ho solo pensato alla pizza che avevo impastato al mattino e mi aspettava a casa.

Mercoledì mattina invece, ero decisamente più tonico e sono salito alla Cava. Giovedì sera nuovamente Capolungo con Massi e la dottoressa, a seguire pizza e birre al Piuma, a Sturla. Se capitate a Genova vedete di andarci, usa solo materiali di qualità altissima ed oltre alla pizza (tutta la pasta è a lievitazione naturale) ha affettati d'autore e carne della Granda indimenticabile, il tutto a costo contenuto. Valido.

Venerdì mattina ho ripreso la buona abitudine di fare una sgambata sulla passeggiata scalzo, era quello che ci voleva per rilassare un po' le gambe e smollare il ginocchio, che con la carica di km inizia a farsi sentire: cercherò di uscire scalzo almeno una volta a settimana, per me è un toccasana. Al pomeriggio ho fatto una scappata Richelieu-Cava con tramonto bellissimo, tanto che arrivato alla Cava mi sono seduto e me ne sono stato 5 minuti a godermi Genova e a pensare a quante cose mi ha dato la corsa, in primis la forza di guardarmi dentro e cercare i miei limiti. Fantastico.

Sabato, con Massi, avevamo pensato ad una bella uscita di peso e così siamo andati a Bogliasco in macchina (dopo che mi ero bellamente addormentato) e ci siamo fatti il percorso del nuovo Santa Croce. Giornata bella, ma con un vento malefico in cresta e nei versanti esposti. Ne sono usciti 45 km e circa 2400 metri di dsl, a Santa Croce abbiamo tagliato giù per Bogliasco senza risalire al Possuolo e scendere a Sant'Ilario, comunque una bella cavalcata. I pezzi nuovi sono tosti, un po'perchè sono tutti strappi nervosi che non ti permettono di trovare un ritmo continuo, un po'perchè sono mulattiere e sentieri sconnessi che richiedono grandissima attenzione. Panorami (quando puoi alzare la testa) da cartolina. Abbiamo tenuto un ritmo tranquillo per le prime ore, poi nel finale abbiamo decisamente accellerato, tanto che da Teriasca a Santa Croce mi sembrava di correre il miglio in pista.
Arrivato a casa demolito, dopo tre gel in sette ore ho mangiato due etti di pasta ed un bel tocco di formaggio e poi sono uscito a bere due birre con Diego alla Pecora Nera: avevano la loro birra, che alla fine hanno chiamato Dolly, una APA veramente fenomenale.
Domenica ero tentato di fare un back-to-back di peso, ma alla fine il ginocchio scricchiolava: comunque ho infilato 20 km con Maurino tra Richelieu, Cava e Ratti. Dopo il lungo di sabato gambe perfette dal punto di vista muscolare, veramente fresche. Ginocchio indolenzito ma non preoccupante ed una lieve infiammazione al tendine d'Achille dx, probabilmente perchè sabato nelle discese brutte tendevo a proteggere il ginocchio sforzando tanto l'altra gamba. Alle dieci eravamo sulla strada di casa tranquilli e contenti e sono passato al forno a comprarmi tre etti di focaccia che mi sono gustato leggendo il Sunday Times con una buona tazza di tea: la mattinata perfetta. Poi pulizie di casa e alla sera Maria Carla è tornata dalla Cina, quindi bis al Piuma per festeggiare.

In totale siamo di nuovo sui 120 km. Bene, ma la prossima settimana scarico deciso per far riposare il tutto. Iscritto alla Maremontana.

RICHELIEU 18
FASCE 7

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