Monday, August 13

Vertical Roccaro Night - Laigueglia - 07/08/2012


Sono ad Imperia per lavoro quando mi arriva una mail da un amico “Andiamo stasera a vedere Trabucchi che presenta il libro?” - “Si, ma dove? Io sono ad Imperia per lavoro fino a tardi... - “Azz, ce l'hai vicino, è a Laigueglia!”.

Allora si che mi viene in mente che Antonello ed Antonio, le menti (malate) dietro al Trail di Laigueglia, stasera organizzano la Vertical Roccaro Night, cronoscalata con annessa festa in cima: sono già andato a correre stamattina con Mauro, ma un paio di scarpe e pantaloncini in macchina ce l'ho... Deciso, mi fermo!

Alla fine per il libro arrivo alle otto, tardi (poco male, presentazione già vista a Torino e libro letto) ma sulla piazza trovo ancora Elena che sta iscrivendo un po'di gente. Faccio così anche io, cinque eurini ed una frontalina in omaggio, numero a pennarello sulla spalla e ci vediamo alle nove. Come alle nove, credevo partissimo adesso! No, si aspetta il buio, e allora ne approfitto e mi faccio un'altra oretta sul lungomare in scioltezza.

Alle nove ritorno in piazza, parecchie facce conosciute, parlo un po'con Antonio Ghilino poi ci trasferiamo alla partenza, alla base della scalinata che porta in cima. Siamo più di cento, atmosfera rilassatissima, c'è di tutto: corridori seri, corridori meno seri, vacanzieri, famiglie complete, un bambino nello zaino, un cane con frontale. Il fratello di Antonello parte con una pizza da asporto in mano. Fantastico.

Aspetto guardando gli altri e poi finalmente tocca a me: parto deciso con fare sicuro, dopo 100 metri ho già il cuore in gola, le gambe di marmo e la mia baldanza crolla. Dovrebbero essere 1,7 chilometri per 350 metri di dislivello, ma mi sembrano infiniti. Riconosco di essere sulla prima salita del trail, quindi sono ancora cosciente. Passo qualcuno, pezzo di asfalto e riprendo a corricchiare, poi impenna di nuovo e via di camminata veloce (oddio, veloce lo dico io). Bene o male il cuore si regolarizza un attimo, il sentiero si apre e si vedono le stelle e le luci del paese sotto, che bellezza. Sento la voce di Giordano, allora prima o poi si arriva: in un impeto d'orgoglio riprendo a correre, sto letteralmente perdendo i pezzi ma tengo duro e corro fino all'arrivo dove con l'ultimo barlume di lucidità riesco a dare il mio numero poi mi piego in due: la gara più corta della mia vita, e forse quella dove mi sono ridotto peggio, ho un nuovo rispetto per chi fa il VK. Riesco ad uscire dal coma, mi accorgo che c'è musica a palla, tutti che se la godono e due spillatrici di Menabrea a disposizione. E che in mano all'arrivo mi hanno messo una bella maglietta ed una medaglia di legno. SPETTACOLO.

Sguardo perso nel vuoto a pochi metri dal traguardo...

La prima birra mi riporta sul pianeta terra, con la seconda si inizia a parlare con i compagni di fatica, dalla terza in poi le risate diventano fragorose. Arrivano tutti, compresi gli Albenga Runners insieme, ed è un momento molto particolare ed intenso (ciao Roberto), poi si riprende con la festa e anche se oramai è mezzanotte passata la Menabrea ed il sorteggio dei premi rende tutti felici... Tranne chi vince una delle due angurie da 12 kg: la fortuna è cieca, ma a me sa che porta solo gli occhiali, vero Elena ed Antonio?

Comunque riporto il bottino alla macchina intatto nonostante ci lasci le spalle.
Com'è finita? Così:


Serata geniale, ho fatto due parole con un sacco di amici, ho corso come un matto fino allo sfinimento e sono tornato a casa felice (e con parecchia birra in corpo). Non dovrebbe essere questa la corsa?

Al prossimo anno, continuate così!

2 comments:

  1. Bah ..me la sono persa.. due giorni di crisi coniugale che poi ti racconto.. e il neurone fallato mi dice di non andare ..al posto di andare.. non succedera' MAI piu'... a presto.

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  2. Credevo fossi ancora in vacanza!

    L'anno prossimo rimediamo portando tutto il contingente di trailer che contano... fino a dieci, con l'aiuto delle dita.

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