Saturday, October 20

Morenic Trail Report

Dalla Western States non avevo praticamente più messo il pettorale, a parte per cimentarmi per la prima volta nella mitica ascesa al Mombarone. E alla fine mi mancava davvero mettermi sul sentiero e faticare, entrare in quello stato mentale che solo lo sfinimento da ultra ti fa conoscere. E se volevo trovare lungo, al Morenic Trail ho fatto centro.

Gran bella gara, 110 km lungo la morena glaciale, un percorso estremamente logico ed estetico, dislivello contenuto e tanto da spingere. Il tutto sui sentieri dietro casa di MC, su cui spesso mi ritrovo a correre. Quasi una scelta obbligata, dunque, e quando si sono imbarcati anche Maurino e Massi... E'diventato immediatamente una classica trasferta da non perdere.

Venerdì sera a prendere i pettorali: arriva anche Sandro con Silvia ed il piccolo Giovanni che si farà la gara a staffetta con MC, 55 km a testa. Poi incontro Fulvio, Dante ed Igor, il gruppo è da competizione e finiamo a brindare da Ciro e poi in pizzeria. Risate con i racconti di Sonia e Fulvio del Tor e dell'UTMB, accordi per il mattino e poi via, tutti a nanna.

Al mattino arriviamo alla partenza di Andrate, giornata perfetta, un po'nuvoloso ma già caldo, ci sarà da stare attenti a bere e sali. Due parole con le facce note e poi è ora di partire. Scherzando con Massi gli dico di marcare Fulvio se vuole fare risultato: manco a dirlo, appena entriamo nel bosco siamo tutti e tre in formazione. So che devo tenermi, so che è un percorso infido che poi ti presenta il conto, so che devo tenere il MIO ritmo... Eppure va a finire che mi faccio trascinare schiacciando un po'oltre il dovuto sull'accelleratore nel bellissimo primo tratto su single track da brividi nel bosco.
Fulvio, Massi ed il sottoscritto che arranca

Fulvio allunga dopo il primo ristoro, ma io e Massi teniamo comunque un passo un po'tanto spedito. Mi fermo a fare uno stop cacca e poi riprendo Massi che mi aspetta al ristoro del lago di Bertignano. 20 km in 1h e 53, davanti altri 90, bisogna iniziare a mettere testa o non si arriva in fondo così. Gli altri tirano come degli ossessi, mi chiedo dove trovano tutte ste energie, ma buon per loro.
Al lago, già in deficit d'ossigeno
Dico a Massi che io devo andare al mio ritmo o salto, i quadricipiti iniziano ad essere troppo tesi per i miei gusti e so quanto sono lunghi 110 km. Massi dice di accodarsi volentieri e così, con il sole che inizia a scaldare, ci addentriamo nella Morena, tra asfalto, paesi, sterratoni e vigneti. Sbuchiamo alla Polveriera, di qua il percorso fino a Masino lo conosco, teniamo il nostro ritmo ma tanta gente sta continuando a tirare brutalmente. Saliscendi continui non ti permettono di respirare, fa caldo, ma sto bene attento a mangiare i soliti gel ogni 40 minuti, bere e prendere sali.
Dante in bici ci aspetta prima di Masino, ci aggiorna sulla gara dicendoci che Igor è tranquillo nel gruppo di testa e Fulvio sta andando forte. Noi iniziamo ad avere le gambe cementate, ma il sentiero verso Masino è molto bello ed arrivati al ristoro facciamo stop brevissimo e riprendiamo a testa bassa, sempre tenendo il nostro ritmo.
Io ed il Cinghiale a Masino
Iniziamo a capire che sarà una lunga giornata: il fiato c'è, la testa va, ma le gambe sono di marmo. Quadricipiti andati al 35mo, non bene, ma vediamo se riusciamo a gestire, Intanto, per evitare almeno i crampi, continuo a prendere sali.
E'un tratto lungo, arriviamo a Maglione che il caldo inizia a tassarci, siamo sudati marci e per fortuna compare un ristoro con freschissima fontana. Qualcuno ci passa, siamo ammirati dalla loro freschezza, a noi non rimane che stringere i denti. Siamo provati ma come al solito la mettiamo sul ridere, ed i chilometri passano. Lo sterratone è lungo, noioso e piatto verso il naviglio, ma qualcuno dei velocisti inizia a perdere qualche colpo. Un ragazzo a bordo strada è seduto con la testa tra le gambe, qualcun'altro inizia a patire di crampi: io anche sono a pezzi, ma tant'è continuo a correre e mi accorgo che il ritmo non è poi così male per essere al 55mo. Arriva anche sto benedetto ristoro del Ponte: Sandro con la macchina è già li che aspetta MC, così io ne approfitto per prendere una manciata di gel, buttare giù una borraccia di recovery drink (sarà una manna per rimettere a posto le gambe per almeno un oretta e mezza) e rilassarmi un po'mentre Massi si medica il ditone distrutto da un impatto con un mozzicone di gaggia. C'è Sonia con il suo solito sorriso, ci dice che Fulvio sta riposando un attimo perchè è disidratato... Ripartiamo, Fulvio subito dietro, nella mente l'idea di "ritornare" verso l'arrivo ci mette comunque di buonumore e ricominciamo a corricchiare.
Le gambe, quelle sono sempre di cemento, però vediamo che riusciamo a correre bene, recuperiamo due posizioni e dopo un oretta arriviamo a Candia. Ho patito un po'l'ultimo tratto per aver voluto aspettare a mangiare, mi siedo un minuto e poi capisco che o ripartiamo subito o sarà una via crucis e così via.
La salita a Santo Stefano, mi sto godendo il break di cammino dopo tanta corsa.
Questo sarebbe il mio tratto di "casa", dove vengo sempre a correre con MC, cerco di fare quello che posso e a Villate vediamo spuntare MC (che nel frattempo si è fatta alla grande i suoi 55km ed è freschissima, beata lei) e sua sorella Delfina con le bambine. Stop improvvisato, Massi si cambia maglia ed io butto giù altro recovery drink sperando nell'effetto miracolo.
Riprendiamo, ed in cima alla salita sorpresa: ci sono Janpo con Silvia, Matte, il Gobbo, il Beltra con fidanzata, Niki e non so chi altro, tutti di ritorno dalla vendemmia. Tifo sfrenato e ci rimettiamo sotto, dopo aver passato l'autostrada c'è una salita brutale. Noi andiamo su bene e recuperiamo due altre posizioni, il morale ci guadagna e nel tratto che porta a Vialfrè spingiamo ancora e passiamo un altro ragazzo. Fisicamente siamo ai limiti, oramai aspettiamo i ristori come oasi nel deserto, ma andiamo comunque, Massi è un trattore ed in questo tratto non molla, anzi. Dante al ristoro ci dice che davanti stanno saltando come pulci... Allora bello tronfio annuncio che era una strategia suicida tirare come degli ossessi: Massi mi ricorda prontamente che ci siamo caduti in pieno anche noi.
Ripartiamo brutti e cattivi, io so che questo pezzo è duro ed infinito, ma me ne sto. A Torre passiamo un ragazzo in preda a crampi violenti poi ci vediamo passare da un allegro signore sui sessanta che sembra appena partito: quando vediamo che ha il numero bianco del singolo rimaniamo demoliti. Che roba (finirà quarto, tanto per intenderci).
Soffriamo entrambi, con la mente ci spostiamo al prossimo ristoro di Ponte Preti dove poi comincierà l'ultimo tratto: corriamo ancora e sempre, stiamotenendo continuamente da stamattina, è pazzesco.
Ci arriviamo dopo dieci ore e mezza: siamo sfiancati, ma tutto sommato va bene. La testa gira, le gambe no ma pazienza, finalmente c'è della gran salita mi assicura Dante. Al passo saliamo, Massi inizia ad accusare nausea pesante, gli dico di andare tranquillo e prendersela con calma tanto va tutto bene.
Comunque saliamo decisi e prima della Selva ci rimettiamo a correre nel bosco con la sera che sta scendendo. Quando il sentiero inizia a diventare pietroso mettiamo le frontali e a testa bassa saliamo fino al crinale. Il paesaggio diventa il circolo di luce della frontale e le balise rifrangenti, sentiamo cani abbaiare lontani e noi camminiamo decisi, nei brevi tratti di falsopiano corriamo ancora. Massi non riesce più a mangiare ma stringe i denti e non si lamenta, come suo solito. I boschi sono bellissimi nella notte tiepida, non so com'è possibile ma in qualche maniera me la sto godendo tutta, sbuca la piana illuminata. Scendiamo verso il lago di Alice e dove pensavo di trovare il ristoro... Non c'è! Dramma. Ah no, è solo più avanti. Arriviamo e ci sono Maria Carla e Maurino, ritirato al 55mo con dolori addominali: via messaggio avevo cercato di dirgli di rallentare e tenere duro, ma mi rendo conto che farsi tutta la notte camminando con il pensiero dei dolori sarebbe stato un suicidio. Mi dispiace per lui perchè era preparato e pronto ad arrivare a Brosso, ma mi fa piacere vedermelo lì. Il Cinghiale è grog, distrutto dalla nausea e dalle gambe a pezzi, ma ripartiamo belli contenti di essere davvero alla fine. Salitona su asfalto, due macchine dietro arrivano urlando: sono Janpo e gli altri... "Ci vediamo all'arrivo!!!"... E CERTO!!
Lago di Meugliano, corsetta ancora decorosa e poi finalmente sbuchiamo sull'asfalto, Brosso è lì, si vede la chiesa, a destra la piana illuminata e laggiù le luci di Andrate, che viaggio. Guardo il Cinghiale, tredici ore insieme, basta uno sguardo ed una stretta di mano vera, non c'è bisogno di dire altro. Corriamo, ancora. Leviamo le frontali e poi ci tocca salire alla Chiesa per farci il segno del ghiacciaio, mannagia a voi. All'arrivo ci sono MC e tutti gli altri, attraversiamo l'arco insieme, ottava posizione in tredici ore e diciotto minuti. Bella prestazione.
Pinocchi

Chissà che puttanate avrò detto

L'abbraccio con Maurino: Genova Ultra Brotherhood
Massi si apparta per vomitare in pace, io finalmente mi siedo. Poi doccia insieme: mi sembra giusto, dopo aver corso tutto il giorno insieme, sembriamo una bella coppia in vacanza a Mykonos. Magari dopo un dirottamento nella giungla ed una prigionia di due mesi.
Usciamo proprio mentre arriva il grande Sandro, c'è anche Andrea che è sceso dalla Valle per fare festa, sono felicissimo! Dante ci dice che purtroppo Fulvio si è accasciato all'85mo chilometro dopo averle provate tutte, ha corso cinque o sei ore in preda a crampi, nausea e disidratazione, era uno straccio completo. Peccato cavolo.
Igor ha stravinto rifilando due ore al secondo e tre a noi due, ma dall'alto della sua magnanimità decide comunque di sedersi alla tavola degli umani e diamo inizio alla festa, finalmente due parole con Andrea sul suo Tor, Maria Carla viene rapita per gettarsi nei balli occitani, ma come cavolo fa? Io ho le gambe di marmo! Massi si fa passare la nausea con un po'di ganja aiutato da Matteo con il suo vino bianco... I dj mettono su i Madness e allora anche con le gambe di marmo tutti a ballare. Maurino da spettacolo anche sul rock n'roll anni '50 e diventa l'idolo del dancefloor prima che una coppia di ballerini di rock n'roll acrobatico gli rubi la scena. Ma abbiamo lasciato il segno anche qui.
The kids will have their say.
 Da sx Dante, Igor The King, io, Andrea, MC, Maurino, Sandro. Massi sarà stato a vomitare o fumare.
All'una ce ne andiamo a casa verso il meritato letto, non prima di esserci fatti convincere da Igor ad andare la mattina dopo alla premiazione. E così facciamo: colazione con miasse fredde, formaggetta, toma e Nutella, poi ci gustiamo le premiazioni nel sole della mattina. Forse aveva più senso farle ieri sera con l'atmosfera di delirio che c'era (bella davvero la festa a Brosso), però va bene anche così.

La meglio gioventù. Come mi piace questa foto.
Finito tutto andiamo ad Ivrea dove c'è Silvia al Mercato organizzato dal GAS ECOREDIA. Arriva anche Sandro, mangiamo qualcosa tutti insieme e poi via verso casa. Gran bel weekend.

L'angolo della psicopatia: il materiale.

Allora, scarpe, le fidate Brooks Pure Grit usate praticamente in tutte le gare lunghe, e anche qui si sono confermate ottime. Calze Smartwool Micro Crew (Dio benedica il merinos). Shorts  The North Face Agility  maglietta Capilene 1 Patagonia, accoppiata imbattibile. In testa la visiera Compressport indossata dal Darta alla Spartathlon, che mi ha trasferito la sua immensa saggezza.
Nel favoloso vest della Nathan (prima volta che usavo l' HPL 028, spettacolare sembra di non avere niente) avevo anche il giubbino Montane da regolamento, frontale Petzl MioXP con relative pile, fischietto, benda, bicchiere (cartone di succo di frutta tagliato): usato solo la frontale, sempre valida.
Mangiato una ventina di gel Clif (gusto Chocolate, Lemon e Razz), una decina di pastiglie di sali Saltstick e due pastiglie  Nuun Strawberry Lemonade sciolte nella borraccia a mano Nathan Quickdraw , più qualche litro di Coca Cola e Sprite ai ristori. Ottima cosa dopo i 50 km buttare giù un po'di Recovery Drink Zipvit ogni tre/quattro ore. Avevo due paninetti di hummus ma tirando come abbiamo tirato non riuscivo proprio a farmi venire voglia di altro che gel. In compenso all'arrivo ne ho mangiati sei uno dopo l'altro.



2 comments:

  1. Bravo Davide. Sempre sulla breccia!!! ma io aspetto ancora il resoconto del WS :-(

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  2. Brividi ogni volta, sento i tuoi racconti e vedo le vostre facce e mi sembra di essere li.. grande Socio e Massi, peccato non poterci vedere piu' spesso.

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