Friday, December 13

Trail Portofino 8 dicembre 2013

E anche questa stagione volge al termine...

Dopo il Morenic, non avevo più voglia di mettere il pettorale, ma semplicemente di godermi la corsa con qualche bella uscita. Però... un po'gli amici del Terzo quasi tutti schierati, un po' il fatto che venisse anche Janpo mi ha convinto ad aggregarmi. Da buoni genovesi, tutti iscritti alla non competitiva a soli € 9 hahahahahahah.

L'ultima uscita della stagione è un po'come l'ultima partita dell'anno nella tradizione inglese: tempo di fancy dressing. Andiamo a Portofino? Allora vestiamoci a dovere! Risultato? Il Terzo tutto in camicia (a cui ho aggiunto, per non farmi mancare niente, un cappello assurdo rosafluo).

Originariamente avrei voluto farla con l'amico Pazz: complice l'idea che insieme ci saremmo tirati, e visto le temperature estive, in settimana ho corso come un asino, totalizzando 110 km da domenica a venerdì. Sabato vietta facile con MC, Janpo e Silvia e poi cena e svariate bottiglie. Diciamo che domenica non ero proprio freschissimo... Sicuramente carico per passare una bella giornata.

Pazz decide di andare da solo, io di partire e godermela senza troppe menate. Ritrovo del gruppo e foto di rito sul sagrato della chiesa, ci siamo tutti Pino, Luca, Dani, Fabio, Fede ed Alessandra (al debutto), Gino, il Doc (in camicia rosa e cravatta, maestro!), Frank... La meglio gioventù.

Ma sono già partiti? Eh si! Ah ok, partiamo anche noi.

Belli come il sole, aggancio Ezio e Franco ed iniziamo a passare un po'di gente sulla salita asfaltata. Si entra sui sentieri, incolonnamenti vari ma senza troppi ingorghi, e piano piano vado avanti. Incrocio un milione di amici, Fabrizio che non vedevo dalla Maremontana, poi Ignazio, poi Dante da Ivrea e anche Pazz che è in gran spolvero. Io sto bene e mi sembra di muovermi a modo. Sosta pipì e dopo un po'siamo in Vetta. Inizia la discesa, bella, corribile, ma ci sono i primi infortuni, tra cui Pietro Trabucchi a terra. Tutto ok? Mica tanto... Spero si sia rimesso.

Finalmente vista mare, sentiero in condizioni epocali, sole splendido, che giornata per correre sul Monte. Il grande Ale mi dà una "stirata" alla camicia prima di iniziare la discesa a San Fruttuoso, qualcuno aumenta, qualcuno tira le briglie: nonostante in discesa sia un chiodo, riesco anche a passare qualcuno, poi verso la fine il trenino si fa lungo e gli spazi stretti, mi accodo tranquillo ed una volta sbucato a San Fruttuoso chiamo Fabio all'inseguimento. Ristoro e si rinizia a salire verso Olmi. Qui si fa dura, ci sono i primi cali e riesco a passare un po'di gente. Incrocio Antonio, bravo runner di Carrara, ma al momento non sono sicuro sia lui (si, poi lo era) e proseguo. C'è un ragazzo simpatico della Sisport, Simone: facciamo due parole e poi ci tiriamo per un bel pezzo. Che giornata fantastica.
L'eleganza prima di tutto

La camicia di cotone bagnata fradicia causa qualche problema lì sotto: forse dovrei fermarmi a risolvere la questione, poi in un attimo da forse diventa devo fermarmi, poi diventa devofermarmiinfretta. Il problema è che siamo già sulla mattonata vicino alle case. Momento di terrore e crampi addominali poi vedo un canneto e mi ci butto dentro. Tutto risolto e riparto libero.

Recupero Simone, lascio andare le gambe e a Portofino si gira. C'è da correre ma sto benissimo, a Paraggi recupero gente e sulla salita successiva altre persone, compreso Fabio cotto dai crampi. Bisogna spingere, passo Cecilia Mora e mi butto nel discesone d'asfalto recuperando ancora. Sprint finale tra il tifo di MC e Silvia. 2:44 direi che me la sono cavata: ma che fatica le gare brevi. Tantissima ammirazione per i mostri della velocità; ancora di più per un personaggio come Filo Canetta che va fortissimo dai 20 ai 160 km (e che ha corso in camicia, yeah!).

Focaccia, acqua e aspettiamo gli altri con MC e Silvia. Arriva Pazz, è andato veramente forte, e appena al culo ha Franco. Un minuto dopo è il turno di Ezio.

Io e mio "fratello" Ezio con il Pazz in mezzo.
Piano piano arrivano tutti, Fabio, Simone, Ale in solita forma smagliante, Andrea che è venuto dal Veneto e si è beccato una giornatona epocale, Yuri, Janpo con il ginocchio a pezzi, Dante, Luca, Gino, Frenk, i Nicolis... tutti sorridenti, tutti pronti ad avventarsi sul ristoro autogestito del Terzo.

E con l'arrivo di Fede ed Alessandra (bravissima lei e anche Claudietta... Terzo girls), si da inizio ai festeggiamenti. Finisce... come al solito. Da Terzo.



Grazie ragazzi, giornata fantastica... e ci rivediamo nel 2014!

PS Non siete mai venuti a Portofino? Male. E'un posto fantastico (il Monte, il paese lasciamo stare). Volete venire al Trail? E'una buona idea. Però... 850 persone sul Monte forse sono un po'troppe per una gara. E soprattutto cerchiamo di mettere semplicissima acqua ai ristori e fare in modo che chi arriva appena dopo abbia ancora ristoro finale e qualcuno ad accoglierlo all'arrivo... dovrebbe essere una festa per tutti no? Comunque bellissima gara, consigliata a tutti.

Monday, November 18

Richelieu Vertikal Rave

Dio mio, un'altra giornata delirante per merito del Terzo Ristoro.

A parole, difficile da spiegare: qui trovate il report e qualche foto esemplare, qui trovate il video che già da solo basta e avanza.

E siamo solo all'inizio...

Friday, October 25

Morenic Trail 5 ottobre 2013

Ed eccoci di nuovo qui, a distanza di un anno, stesso luogo, stessa distanza.

L'anno scorso, era stata una grande avventura (vedi qui), condivisa con un grande amico. Forse il modo migliore per chiudere un bellissimo anno. Però...


Però l'avevo patita. Tanto. Ci eravamo cementati le gambe dopo 35 km ed avevamo tirato dritto grazie alle risate e alla sofferenza condivisa. Sapevo che avrei voluto tornarci e mettere a posto qualcosa.

E quindi a settembre ci ho dato dentro, ho messo giù parecchi chilometri, ho fatto due o tre uscite lunghe con Franco e Ezio (coinvolti anche loro nella pazzia) e poi riposato a dovere. Sapevo di essere preparato e di conoscere il percorso ed avevo una strategia precisa: primo, non partire forte. Secondo, non partire forte. Terzo, eventualmente cercare di non partire forte. Chiara, no?

La cosa bella, è che quest'anno abbiamo coinvolto nell'idea Morenic una marea di gente: al richiamo del weekend di corsa e festa, il Terzo Ristoro risponde compatto. Quindi saremo io, Franco detto O'professò, il mio "longlostbrother" Ezio, Fabio dei Nicolibros, ed Ale Montani sulla lunga, il Cinghiale con Fabione, l'altro Fabio e Yuri con una staffetta micidiale, gli altri della Sisport con altra staffetta, e due staffette a coppia, MC e Janpo in un inedito combo familiare e Daniele e Bale, che scoprono di essere una coppia solo venerdì alle 17. Ottimo. Nel singolo, inoltre, il grande Fulvio che cerca di esorcizzare la Morena ed il fratello Steu, il principe di Grosso, membro onorario del hordo genuensis. A supportare i ragazzi abbiamo Silvia, Barbara ed il grande Gianni, che nonostante l'infortunio ha voluto esserci.


Birra con Igor, che non sarà purtroppo alla partenza, e poi cena di gruppo che fa presagire a cosa andremo incontro. I ragazzi vanno all'Ostello, noi a casa di Mc; preparazione materiale e tutti a dormire che domani c'è da faticare. Previsioni così così, pioggerellina ma almeno niente freddo.



Indovina chi è chi?
Ci vediamo ad Ivrea con gli altri e poi trasferimento ad Andrate.
Incontri vari, i soliti saluti, sorrisi e la bella atmosfera che precede il viaggio. Uno dei momenti per cui vale la pena mettersi un pettorale.
Poi ci avviamo verso lo start, mi affianco a Fulvio ed in un attimo siamo in moto, primo km di salita su asfalto e poi si gira su sentiero proprio mentre Fede fa le foto.


1 down, 107 to go.
In brava fila indiana andiamo decisi, tanto per levarci dallo stretto: davanti vedo Ste Ruzza tranquillo, sono sicuro che farà una gran gara (e così sarà). Dopo qualche km sbuco in una radura e c'è il gruppo genovesi e non che fa un tifo micidiale, grandi! Mi accodo ad un ragazzo con cui ho già corso qualche volta (Andrea?) ed in formazione maciniamo chilometri decisi. Attraversamento strada e Franco Logvall mi da la carica, passiamo il primo ristoro e avanti decisi, in due giriamo bene, sono ok, sforzo giusto ma vedo che ci muoviamo. In un attimo siamo al cambio staffette di Bertignano, Janpo mi chiede se è tutto ok, guardo l'orologio e ci ho messo 4 minuti meno dell'anno scorso: bene così, strategia del non partire forte seguita al meglio. Un po'mi preoccupo, penso che mi toccherà di nuovo patire, alla fine penso che sto bene ed era l'andatura che volevo fare, al poi pensiamo dopo.


A Bertignano con il Cinghiale che guarda.


Io nel bosco
MC e Bale
Attraversamento di Cavaglià, da qui l'anno scorso erano arrivate le prime avvisaglie, quest'anno sento che le gambe ci sono. Pausa improvvisa cacca, ma le gambe girano, e me ne accorgo arrivando a Masino, dove l'anno scorso avevo patito: quest'anno vado e mi sembra di correre bene, in più vedo le mie nipotine e Delfina che mi fanno un tifo incredibile, tanto che al ristoro mi chiedono com'è che un genovese ha tutto questo tifo: misteri della fede. Riparto ed appena scendo nel bosco vedo davanti Franco: in un momento capisco, è rimasto vittima della segnalazione nell'incrocio malefico e ha inavvertitamente tagliato Masino. Glielo dico e sono distrutto io, figurarsi lui. Per fortuna che l'uomo è una roccia e si riprende prontamente.

Il tempo migliora, ora fa caldo e continuo a bere. Anche quest'anno a Maglione arrivo a secco e mi godo la fontanella per poi ripartire: in un attimo sono a Crescentino, cammino qualche strappo in salita tanto per cambiare un po'meccanica, è la prima volta che cammino da 50 km! Prima della chiesa recupero un altro singolarista, poi, prima del malefico canale, mi raggiunge un altro concorrente. Facciamo un quarto d'ora insieme ma lui spinge deciso ed io sono un po'a corto di energie, aspetto il ristoro di metà per ritemprarmi e vedere qualche faccia amica. E difatti eccoli qua: Janpo, con l'esperienza di un veterano, mi aiuta a fare il pieno di gel e pastiglie di sali, faccio due parole anche con Sonia che mi dice che Fulvio sta bene ed è appena dietro e tutta la crew mi gasa. Riparto in direzione Candia stanchino, ma carico.



Arrivato a metà, con Dani sullo sfondo
Janpo fa rifornimento e Sonia se la ride
Finalmente qualche strappo da camminare, incontro un altro singolarista purtroppo azzoppato da un problemino, poi ancora corsa e prima di entrare in paese  incrocio Marco Mangaretto, due parole e via. La salita a Santo Stefano me la cammino tutta, cercando di riassestarmi e fare bene il punto. Al ristoro vedo Gianni, e con due parole ed un po'di Coca Cola mi rimetto in sesto e riparto appena prima del ragazzo di Iz Racing che si sta rifocillando.


Gianni: "Non starai mica mollando?"
Io: "Tengo botta" (grazie coach)

Ok, questo è il mio home stretch, conosco il sentiero bene, e vado via al meglio possibile fino ad entrare a Villate dove le nipotine appena mi vedono mi fanno festa e mi seguono fino all'incrocio: mi dicono che sono quarto e che la staffetta di Massi è prima! Bene. Anzi, benissimo. Il tratto per arrivare a Vialfrè è un sentiero bello ma massacrante, in leggera salita, tutto da correre e trovare lungo. Cerco di isolarmi e penso a rilassare i muscoli e non mollare con i gel ed il bere (anche se i gel iniziano ad essere sempre meno appetitosi). Tutto sommato reggo bene, ed arrivo a Vialfrè dove incrocio nuovamente la staffetta del Soglio (grandi, grazie per l'incitamento!): mi dicono che ho guadagnato parecchio sul terzo, al che riempio la borraccia e riparto baldanzoso.



Ristoro di Vialfrè
Appena arrivato al cimitero vedo a 500 metri il ragazzo che mi aveva passato al canale, chissà che con calma non riesca a recuperarlo. Io sto bene, corro ancora a buon ritmo ed in un pianoro lo raggiungo, vedo che sta faticando e sulla salita successiva continuo a correre finchè non vedo di aver preso una buona distanza pensando all'amico Federico e ridendo delle le tattiche alla Marshall Ulrich.
Cavolo, sono terzo. Nel bellissimo tratto fino a Torre inizio a pensarci fin troppo, perchè vedo che ho aumentato ancora il ritmo. Davide, sei sicuro di farcela? Boh, sembra di si.


A Torre, ancora ok
Janpo a Torre, puro surrealismo
Arriva anche Torre con le sue figure felliniane ed il ristoro. Dai che il pezzo duro sta per finire, una volta a Ponte Preti... Corro ancora, sbuca finalmente il Golf Club ed inizia la lunga discesa su Ponte Preti, dove lascio andare le gambe ed inizio a pensare all'ultimo tratto. Arrivo al Ponte con un sorriso a 32 denti e purtroppo non vedo MC, in compenso c'è Dante esaltato che mi da una carica incredibile e i genovesi di Sisport che mi incoraggiano. Stop breve e via con un po'di salita camminabile. Ma ritornano i piani e mi sforzo di correre, dopo la Selva c'è un bel pezzo di bosco dove l'anno scorso avevamo messo la frontale: quest'anno, partendo un'ora dopo, è ancora bello chiaro... Grande iniezione di fiducia. Si inizia a salire, poi preso dalla corsa ceffo un bivio: me ne accorgo dopo cinque o sei minuti, perchè non vedo bandelle, ma è uno stradone, ci può stare che non ci siano... Altri cinque minuti e sono in paese: bivio senza niente, non bene, tornare indietro. Un po'incazzato con me stesso torno indietro a bomba. Riprendo il sentiero ed incontro un ragazzo che scende "Quanti sono passati del singolo?" "Non sono sicuro, uno o due..." Ok, sospiro di sollievo, sono sicuramente due, ma almeno non ho perso posizioni. Azz come diventiamo competitivi quando ci si gioca il podio hahahahahahahah.

Alla fine ci penso, e dico che comunque ho recuperato alla grande, se ho corso così vuol dire che sto bene e sono lucido. Rinfrancato metto la frontale, arrivo in cresta e poi lascio andare in discesa su asfalto, siamo quasi ad Alice, ultimo ristoro. Mi accorgo di essere ok, vedo che ho ancora una bella forma e le gambe sono indolenzite, ovvio, ma non dure, girano ancora! All'ultimo tornante sento "E'Davide, è Davide!" e vedo finalmente MC e, sorpresa, di nuovo le nipotine e Delfina. C'è anche Franco, mi dicono tutti di stare tranquillo e che addirittura sto recuperando qualcosa su Daniele Gaido (si, ha comunque mezz'ora di vantaggio ragazzi, ed è Daniele Gaido), ma adesso voglio farla finita, prima possibile, quindi riprendo a correre.


Il percorso cambia rispetto all'anno scorso, ci infiliamo su un sentiero bellissimo in cresta e poi nel bosco. C'è una nebbia compatta, la frontale illumina un muro bianco, ma sono "on it" corro e recupero due staffettisti. Arriva l'attraversamento ed il sentiero nel bosco che l'anno scorso avevo maledetto: quest'anno passa in un attimo e sono al lago dove l'onnipresente Franco mi da l'ultima spinta. Vedo una luce dietro, so che è uno staffettista, ma non voglio sorpassi, e quindi continuo a spingere, anche quando finalmente sbuco sull'asfalto e vedo Brosso lì. Come l'anno scorso, mi giro e vedo la morena illuminata in uno sprazzo senza nebbia, che viaggio. Mi dispiace un po' non essere con il Cinghialone, ma so che mi sta aspettando all'arrivo e allora ultimo sforzo, corro ancora in salita, vado a farmi il marchio della morena e finalmente ultima discesa verso l'arrivo. Rilassamento, stanchezza, soddisfazione, esaltazione... Tutto mischiato in quegli ultimi 500 metri finchè non vedo MC e gli altri e l'arrivo.


Yes, terzo in 11:27:05. Anche questa andata, sassolino levato dalla scarpa.


Bere. Poi un attimo di relax e via con la doccia, arriva anche il mio socio del Soglio, grandi personaggi. La staffetta del Cinghiale terza, Fabione si è perso mentre era in testa esattamente dove mi sono perso io. Comunque benissimo. Mi vesto, poso la borsa e poi con Sonia attendiamo Fulvio: 12:59:47 settimo, è stato un orologio, una marcia inarrestabile, questa volta l'ha fregata lui la Morena. Grande grande.



Grande Fulvio
Mangiamo (bene come al solito), due birre, e poi è ora di ballare. In pista la staffetta genovese sta facendo morti e feriti, e io, MC e Silvia ci uniamo volentieri. Arriva Ale Montani, solita garanzia, e dopo poco anche Janpo: i Ferreros anche questa volta dimostrano di che pasta son fatti, prima staffetta a coppie con allenamento pari a zero, 55 km a testa e non sentirli. Bisognerebbe studiarli.


The Ferreros
Ma i genovesi sono in arrivo: si presenta Franco, demolito ma soddisfatto e poi sbuca Daniele che ha accompagnato il fratello Fabio a cui si è aggiunto anche Ezio. E proprio i due singolaristi arrivano insieme in 16:35. Grandissimi. Franco ed Ezio sono provati, ma era la loro prima 100, ed il Morenic non perdona, è veramente balordo. Fabio dice di essere distrutto, ma lo vedo freschissimo. Grande prestazione tutti e tre.


Mad Professor Franco
Daniele
Ezio e Fabio
Vorrei aspettare Steu, ma la stanchezza della giornata ha la meglio e così mi "portano" a casa.


Steu emerge dalla nebbia. Padrone di casa.
La mattina dopo, con le gambe pinocchiate e gli occhi stropicciati dal sonno, ce ne andiamo a Brosso per la premiazione. I Cinghials salgono sul "podio" poi tocca a me... Un po' non ci credo si stare qui al fianco di Daniele, che quando ho iniziato a correre era forse il migliore italiano in giro (non avesse avuto tutti quegli infortuni... ma è un piacere vederlo finalmente in forma) e Stefano, che ammiro molto come atleta e prima ancora come persona. Pure il trofeo (una "tofeja" una bellissima pentola di coccio) è bellissimo e meglio ancora la toma che ci danno. Ultimi saluti a Franco ed Ezio, che sono saliti anche stamattina per vedersi la premiazione e poi liberi tutti.


Cinghiali allo sbaraglio
Ma cosa ci fai tu qui?
Best crew EVER
Gran weekend. Il Terzo Ristoro è stata davvero una grande famiglia, e aver rivisto un sacco di amici ha reso tutto davvero perfetto. Il grazie più grande va sicuramente a Silvia, Barbara, Gianni, i "non corridori" che si sono fatti in quattro per tutti. Poi a Dante e Sonia, Franco Longvall e la staffetta del Soglio, che mi hanno dato una marcia in più. Ma soprattutto Fabi, Arianna (anche loro corridore eh!) e Delfi, le mie prime (ed uniche) tifose.

La gara: bella. ma bella davvero. Di una logicità incredibile, un vero "viaggio". Tanto corribile, ma attenzione a pensare che sia una gara stradale, chi l'ha fatto ha pagato dazio. Paesaggi particolari, è un overdose di bosco, c'è asfalto, ma non così tanto da renderla sgradevole. Dal punto di vista organizzativo perfetta. Ristori giusti, atmosfera bellissima, grande orgoglio per il territorio, e questo si respira anche facendo la gara.

Balisatura quest'anno ad alto livello. Peccato che mancasse all'incrocio di Masino una persona, ma si erano impantanati in macchina, ci sono imprevisti che vanno al di là dell'organizzazione. E la formula a staffetta è avvincente e permette di avere sempre gente e tifo sul percorso. Da fare, insomma, anche perchè l'anno prossimo il Cinghiale farà la panissa fritta per uno scambio interculturale...

Materiale utilizzato:


T-Shirt Capilene 1 Patagonia, la solita garanzia: possono fare tutte le diavolerie che vogliono, bamboo, dri fit, mesh, trah, ma il meglio rimane una semplice t-shirt di Capilene. Stop. Shorts, sempre i soliti The North Face Agility con tasche per infilare i gel e le cartacce. Calze Injinji Original Weight Micro, le usavo per la prima volta e sono andate benissimo, niente vesciche e con umido e corsa non era facile. Belle.

Scarpe Brooks Pure Grit II, che dopo SDW 100 passano anche questo test. Anzi, un po'usate sono fin meglio.
Visiera Compressport in testa dall'inizio alla fine.

Zaino, Nathan HPL 028 leggero che quasi non si sente e per bere la borraccia a mano Nathan Quickdraw, nuova versione, direi sempre buona. Ha anche un nuovo sistema per agganciare il pollice.


Nello zaino avevo giacca Montane Mountain Star (non usata) una bella giacca leggera e traspirante che nonostante tutto protegge (testata al Mombarone ad aspettare Fulvio e Andrea sotto la pioggia gelida). Nell'ultima ora e mezza Frontale Petzl MYO, sarà anche superata ma il suo lavoiro lo fa sempre egregiamente.


Fischietto, telo termico, benda, bicchiere fatto con tetrapack di succo tagliato e Buff di sicurezza. Tutto mai toccato.


Mangiare: 22 gel tra GU e Clif gusti vari ed assortiti (con sempre Banana Strawberry nel cuore), rigorosamente ogni mezz'ora anche se dopo Candia la voglia era poca. Una borraccia di GU Brew all'inizio poi acqua e litri di Coca Cola. Una dozzina di pastiglie Saltstick, hanno tenuto a bada qualche crampetto.




Monday, September 30

Les Conquerants de l'Inutile

Altra grande serata per i trailer genovesi... Chissà che non si riesca ancora a fare qualcosa prima di fine stagione.

Grazie a tutti quelli che sono venuti, ed un grande BRAVO' ai nostri corridori che si sono cimentati su CCC/TDS/UTMB e TdG: ci avete fatto emozionare!






Il nostro fotografo ufficiale Daniele (doppio finisher CCC)







Tuesday, September 10

Wonderful word, beautiful people

Ci risiamo, è di nuovo ora di affollarsi al bancone


Tutta la meglio gioventù trail genovese racconta il proprio TOR/UTMB di fronte a due birre: non garantiamo sulla veridicità degli episodi narrati.

Come sempre, alla Pecora Nera, via Boccadasse 73r, in cima a via Cavallotti, appena dietro al LIDL.

Un occasione da non perdere, insomma.

Thursday, August 8

Vertical Roccaro Night 06/08/2013 - Laigueglia SV

L'anno scorso ci ero capitato quasi per caso... Quest'anno invece abbiamo fatto le cose in grande e da Genova si è mosso uno squadrone. Di sicuro tutti attirati dalla bellezza del percorso, è chiaro.

La formula è semplice: 1,7 km per 380 metri di dislivello. Dai tutto quello che hai ed in cima trovi birra Menabrea, musica, risate e casino. No frills, come dicono quelli che la sanno lunga.

Ore 19:00 arrivo a casa, dopo poco MC e mentre ci cambiamo scendono anche Gino e Mauro. Passiamo a raccattare il Cinghialone e poi via verso la Riviera. Caldo torrido, macchina senza AC ma chissenefrega.
A Vado tiriamo su anche il Grande Sensei Pino che cediamo poi a Devil's Advocate Geo che ci raggiunge all'autogrill. Daniele chiama che loro sono già a Laigueglia, tutti iscritti... Il Terzo Ristoro sugli scudi!

Centro di Laigueglia invaso dai marziani in pantaloncini e scarpe sporche, Elena ci iscrive, ci viene data la frontale e segnato il numero sulla spalla, arriva Fabiocon altri genovesi, Daniele e Franco sono addirittura a provare il percorso come quelli bravi, due parole con Antonio Ballacoicinghiali e poi ci avviamo.

La partenza è alla base di una creuza, si crea un assembramento di pazzi che aspettano il loro turno (partenze ogni 30 secondi). Per noi foto di gruppo con Daniele che cerca di trasformare il vigile in un fotografo professionista, poi tocca a Geo, primo dei nostri a partire: tifo infernale e dopo poco partono gli altri... Daniele, Fabio ed i suoi amici poi tocca a me. Obbiettivo principale, non farmi prendere dal Cinghiale che parte 1 minuto dopo!

Prima rampa affrontata di corsetta, arriva il sentiero e cerco di tenere, ad un certo punto mi accorgo di correre praticamente sul posto se non di indietreggiare: è ora di camminare. Passo (mi sembra) veloce, recupero qualcuno poi spiana un pelo e riprendo a correre; sbuchiamo alle case, beh oramai è fatta no? No.
Sull'asfalto cerco di correre, raggiungo Fabio e riprendiamo a camminare... Eccoci ai tornanti finali, sento la musica o sto per morire, una delle due. Ancora corsetta, ultimo sforzo, vedo il gonfiabile ma è un muro! Nondevomollarenondevomollarenondevomollarenondevomollare... Arrivato!!!

Occhi fuori dalle orbite, respiro affannoso, sudato marcio. Felice. Dov'è la birra?

Arrivano gli altri, Cinghiale in corsa sciolta, Franco in sandali, MC con il suo solito sorriso ed iniziano i giri di birre, salsiccia, farinata e Nutella. Atmosfera delirante, ci distinguiamo al bancone anche se va detto che non c'è NESSUNO che si tira indietro. Attendiamo l'arrivo del Grande Sensei, che anche questa volta non tradisce e ci regala uno show fantastico tratto da 2001 Odissea nello Spazio. Delirio totale e sotto con la festa.

Era una roba così.
Notare alcuni membri del II Ristoro nel pieno delle loro facoltà fisiche e mentali.
Dopo un po'inizia a diventare tardino (no, tardissimo) e noi scendiamo, correndo, con qualche birra di troppo in corpo. Bell'esperienza. Gli altri li lasciamo al ballo, loro che sono giovani hanno addirittura fatto pure il bagno.
Salutiamo Geo, poi anche il Sensei e alle due siamo a casa, cementati, lievemente alterati che pensiamo a come faremo domattina al lavoro. Ma con un sorriso stampato che mi ricorda perchè corro: fatica, sudore, risate, amici.

Grazie Antonio, Antonello, Elena e tutti quanti... Quest'anno l'anguria se l'è portata giù qualcun'altro!

All'anno prossimo, non mancate!

TERZO RISTORO SOCIAL CLUB
THE HALL OF SHAME... in rigoroso ordine d'arrivo!

Gerolamo GEO Taccogna
Daniele PAPARAZZI Nicoli
Federico GU Mazzucchi
Quel che resta del sottoscritto
Luca NONMOLLO Balestrini
Fabio IL CORSO Nicoli
Massi NUREYEV Mora
Franco CABALLO BLANCO Fais
Gino IRONMAN Vettoretti
Maria Carla AVANTI SAVOIA Ferrero
Mauro PAQUINHO Ghirlanda
Gino HARD Martino

L'unico, vero Pino WILMMAAAA... PASSA LA CLAVA! Cancemi



Wednesday, July 17

Petzl South Downs Way 100 - Eastbourne UK

Correre una 100 miglia, è sempre un avventura. Questa volta, forse, lo è stato ancora di più!

SDW 100, era già in programma l'anno scorso, poi la fortuna di essere sorteggiato alla WS e quindi avevo messo da parte l'Inghilterra. Ma a Novembre, ad iscrizioni aperte, ci ho messo poco a convincermi: target 2013 South Downs Way 100, e con Massi che si è subito aggregato, si componeva il team definitivo.


Ci sono arrivato preparato, da dicembre/gennaio ho tenuto una media ottima, continuando sulla falsariga di quello che avevo fatto l'anno scorso: pochissime gare, tanti chilometri e qualche uscita lunga. Anche quest'anno le gambe mi hanno aiutato, nel senso che nonostante i carichi sono rimaste sane e salve. Forse ho anche spinto qualcosa in più sul ritmo, e a Monteregio Eco Trail ho capito che un minimo di velocità me l'ero messa da parte: in vista di una gara molto corribile, una bella iniezione di fiducia.

Insomma, sono arrivato a fine maggio con tre uscite da 40/50 km ed una da 80 km nell'ultimo mese andate a meraviglia. Due settimane di riposo assoluto, i massaggi del grande Bruno ed ero pronto a partire.

Giovedì, vigilia della partenza: vado a prendere mio nipote all'asilo e mi arriva un sms di Easyjet "Volo cancellato per sciopero". Nooooooooooooooo! A casa di corsa e riprenotiamo per il volo delle 7:00 del mattino, partiremo prestissimo, pazienza. No, posti finiti, riprenotiamo per le 23:00. Ok andata, anche se arriveremo all'albergo alle due per svegliarci alle quattro. Che sfiga!

Andiamo a teatro con Massi e Barbara, mangiamo qualcosa e poi un altro sms: cancellato anche l'altro volo, tragedia. E ora? Niente teatro e a casa a trovare una soluzione.
Guardiamo in lungo e in largo, ma la soluzione aereo ci verrebbe a costare un patrimonio. Ad un certo punto MC mi dice "Vabbè, sai cosa possiamo fare? Mettiamoci in macchina e andiamo, chiediamo a Janpo se vuole venire anche lui così dividiamo la guida".
E' un idea folle, fare 1500 km in macchina la vigilia della gara, ma ancora più folle per lei che al ritorno dovrà probabilmente guidarsela tutta... Ma che altra soluzione c'è? Chiamiamo Janpo appena tornato da correre "Vieni in Inghilterra?" "Ma come? Così, adesso? Faccio la doccia e ci penso...". Dieci minuti dopo arriva l'sms "Passate a prendermi", lo sapevo che sarebbe venuto!

Bagagli, carico e a mezzanotte partiamo, passiamo a prendere Janpo ed inizia il viaggio. Alla fine tra risate e parole passa anche in fretta, arriviamo a Calais e ci imbarchiamo sul traghetto, poi altre quattro ore per raggiungere Winchester. Morale altissimo, finalmente ci siamo!

Gli atleti riposano sul traghetto
Posto fantastico, club house di un centro sportivo perso nella campagna, paesaggi magnifici. Entriamo e al ritiro pettorale James mi riconosce e facciamo due parole. Raccontiamo la nostra odissea e gli inglesi apprezzano il gesto. La mia cartina autoprodotta passa il controllo così come la borraccia collassabile. Ottimo, potrò correre leggero, anche se per giacca e tutto il resto servirà lo zainetto. Pazienza, bene così.
Checked in!

Dopo qualche altra peripezia troviamo il motel, è sull'autostrada ma è carino e pulito come un albergo a quattro stelle italiano. Con qualche stratagemma riusciamo a far entrare in stanza di straforo Janpo, doccia e poi dovremmo mangiare. Per andare in città ci vuole dieci minuti, il problema è poi cercare un posto e tornare al motel facendo mezz'ora per entrare dalla parte giusta... dai mangiamo qui alla stazione di servizio. Si, meglio, ma cosa c'è?



Burger King. Da manuale del perfetto ultramaratoneta, cena della sera prima, Burger Chicken with fries, doppia razione. Aaaaaargh!

Ritorniamo in stanza, prepariamo la roba, la crew decide i punti di incontro, e poi stravolti ce ne andiamo a letto. Altro che agitazione pre gara, appena tocco il cuscino piombo in uno stato di sonno profondissimo.
Ore 4:00 sveglia, guardo fuori e vedo il cielo sereno. Sono riposato e carico. Piano piano si fa strada dentro di me una sensazione fantastica, sto per mettermi sul sentiero per 100 miglia e svariate ore, mi sento alla fine di un viaggio ed all'inizio di un altro, pronto, tranquillo. Colazione (questa si, ottima con fette biscottate, miele e marmellata portata da Massi, ci aggiungo una banana e due tazze di te, più un caffè da sorseggiare in macchina) e andiamo.

La zona di partenza (photo www.centurionrunning.com)
Arriviamo a Chilcomb in tempo per sentire il briefing, c'è nell'aria l'elettricità tipica del pre gara, sui volti di qualcuno si vede l'agitazione, c'è chi scherza, chi sta in silenzio. Io mi prendo ancora un attimo e metto l'Ipod per ascoltare ancora una volta quella canzone... Poi è ora. Linea di partenza, al mio fianco Massi, abbiamo condiviso uscite, gare, serate, progetti, piani ed ora finalmente ci siamo, ultima stretta di mano e si va.



Giro di campo per sgranare, non esageriamo, ma stavolta cerchiamo di non rimanere incastrati e ci buttiamo nella campagna inglese. I primi chilometri sono di studio, Robbie Britton e Sam Robson partono subito decisi in un terzetto che va davanti, dietro un gruppo con una decina di persone e due ragazze, ancora dietro io ed altri due tizi, ciascuno cerca il suo ritmo, aggiusta il passo e la cadenza per una lunga giornata. Tutto ok, sto bene e vado tranquillo, siamo in mezzo a campi coltivati e stradine di campagna, viaggiamo abbastanza decisi ma non mi dispiace sciogliere un po'le gambe. Inizio a mangiare (un gel ogni mezz'ora) e dopo poco vedo MC, Barbara e Janpo fermi a bordo strada ad incitarci!

Terzetto di testa: Robbie Britton, Sam Robson e Ollie Stoten
Il ritmo mi sta bene, davanti a 100 metri vedo Massi con un gruppo che viaggia, io mi accodo a due ragazze che parlottano tranquille e vado avanti. Qualche indecisione a due bivi, ma le segnalazioni ci sono, bisogna solo imparare a leggerle bene. Passiamo un pub, un po'invidio chi ci passerà il sabato, un po'non mi cambierei con nessuno, sono dove volevo essere. In poco tempo siamo al primo ristoro, appena prima rivedo la mia crew che fa un tifo infernale. Bevo qualcosa, prendo un gel e riempio la borraccia d'acqua, tutto in fretta e senza interruzioni. Bene così.
Il Cinghiale...
ed il sottoscritto!
Sono con Massi, facciamo due parole, gli dico che il ritmo è alto, forse un po'tanto per una 100, ma anche lui mi dice di stare bene e di voler mettere fieno in cascina. Uno del terzetto di testa è già scoppiatino, nella salita dopo recuperiamo Sam Robson infortunato che cammina: a questo punto Robbie dovrebbe essere in testa da solo, al 15mo miglio circa. Per il resto non so, vedo davanti a me un gruppo da quattro/cinque a cui si aggrega Massi, io sono abbastanza solo finchè non mi raggiunge una delle due ragazze con passo spedito. Parliamo un po' anche se faccio fatica a capire l'accento kiwi, mi dice di aver fatto parecchie ricognizioni percorso e sa bene cosa ci aspetta; viaggia con un ritmo continuo ed invidiabile, mi sembra determinata e sicura, che personaggio. Sbuchiamo in cima ad una collina erbosa fantastica, tanto che Massi da 200 metri avanti si gira a braccia aperte esaltato a chiamarmi! Due chilometri e siamo al secondo ristoro, in un parco magnifico, Queen Elizabeth Country Park. MC e Janpo mi chiedono cosa voglio, prendo dei gel e pastiglie di sali, una borraccia di GU Brew e riparto subito, sto bene, mi dicono addirittura che siamo nei primi dieci!
Pronti a tutto: la meglio crew!
Solo contro tutti
Appena usciti qualche indecisione ad un bivio, arriva anche Massi e ripartiamo insieme, dico nuovamente che secondo me stiamo andando fortino, ma effettivamente stiamo bene, lui soprattutto e quindi avanti così. C'è una bella salita corribile ed il Cinghiale è nel suo terreno, sale deciso e con il gruppo davanti li lascio andare, sento di dover gestire e rallentare. Bosco magnifico, sto bene, ma mi sforzo di stare tranquillo, specie in discesa, per non crollare fra tre/quattro ore. Lascio andare il gruppo davanti ma rimango a tiro, al terzo ristoro arrivo che sono tutti ancora lì. C'è l'anguria!!! Magnifico, inizio ad essere stanco ed accaldato, forse sono anche un pelo disisratato visto che comunque fa caldino e c'è tantissimo vento. Quindi anguria, Coca Cola un gel in tasca e via, ripartiamo tutti insieme tra pause pipì e altro. La distanza inizia a farsi sentire, mi sforzo di correre bene e senza strafare, sulle salite recupero terreno, ma capisco che devo iniziare a camminarle per non forzare. In cima ad un saliscendi vedo Massi sulla salita seguente che se ne va deciso con la ragazza, Jean. Mi esalta, anche se uno sforzo così adesso è un aqzzardo, è alla sua prima 100, ma lui è il Cinghiale, risparmiarsi non è nel suo vocabolario! Altro bosco, bello. Mi sforzo di tenere il mio ritmo, correre bene e continuo, davanti ho l'irlandese Martin Rea, so che è un nazionale di 100km, mi chiedo se non sto esagerando ma dopo un gel ed un po' di acqua sto bene, tanto da arrivare a raggiungerlo: in poco tempo siamo ad un incrocio, c'è James che mi dice che sono settimo e che sto andando benissimo, ad attendermi ci sono Janpo, MC e Barbara, decido per una sosta lunga.
Massi, in piena estasi agonistica
Cambio calze con spalmata di Mustela, specie tra le cosce dove iniziavo a sentire fastidio, pieno di gel e sali, un po'di frutta fresca, coca cola ed una borraccia di Recovery Drink (alla fine scoprirò che era acqua sporca perchè si era miscelata male... effetto placebo). Mi dicono che Massi è passato terzo alle calcagna di Jean e a otto/nove minuti da Robbie: grande Cinghiale!
Coke, please!
Mi passa un po'di gente ma lo stop ci voleva, riparto in salita camminando per digerire tutta la roba che ho buttato giù e poi inizio a corrichiare con un ragazzo simpatico che scopro essere canadese, Toby. Finalmente un break mentale, mi ci voleva; parliamo del più e del meno, corse, vita ed insieme maciniamo chilometri alla nostra andatura. Non molliamo, ma non forziamo neanche senza senso, il gruppo davanti è a trecento/quattrocento metri, e comunque sia so bene che devo seguire il mio passo, siamo al miglio 35, ho paura delle prossime 10 miglia perchè alla WS erano state le più dure da passare, quindi sto molto attento a mangiare, bere e sali. In fondo ad una discesa attraversiamo la strada, e chi vedo parcheggiato? Siiii, il mio pacer Andrew!
Abbraccio, due parole e riparto contento, dentro di me so cosa vuol dire avere un pacer, ed ancora di più un amico con cui ho condiviso il momento più duro dell'UTMB e l'avventura WS. Sono rinfrancato, riprendo Toby ma la strada qui sale finalmente decisa, ed in salita ho un passo diverso dagli altri: in un chilometro riprendo anche i tre davanti ed arriviamo insieme al ristoro di Bignor Hill. Sono carico, aver visto Andrew mi ha esaltato, le ultime 50 miglia mi fanno meno paura, sto bene! Mangio tre albicocche, gel, coca cola e riparto veloce, c'è una salita: la ragione direbbe di camminare e resettarmi, invece provo a correrla per vedere se riesco a staccare il gruppo e correre un po'da solo. Tengo duro e fino in cima vado a passo spedito poi allungo in un pianoro dove vediamo le prime pecore, al cancelletto (l'ennesimo di una serie infinita) vedo che ho dietro Toby, e la cosa tutto sommato mi fa piacere, ma nella lieve discesa che segue lascio andare le gambe ed arrivo in fondo con un po' di distacco.
Campagna inglese
Attraversamento di strada, c'è Andrew, mi dice che sto bene, vado alla grande e sono ora in quarta posizione. Un po'mi fa piacere, un po' cerco di dimenticarmelo subito, perchè dal miglio 45 alla fine c'è un eternità, può davvero succedere di tutto. Passo un gruppo di scout poi in mezzo ad un paesino, la mia crew: chiedo sali e dico loro di fare il tifo per Toby che mi segue.
Toby Froschauer, the cool Canuck!
Attraverso dei campi e all'incrocio dopo ecco la mia crew fantastica che mi allunga i sali, c'è anche Andrew e vado via deciso. Una sterrata in lieve salita, qualche dubbio di percorso, ma mi dico di stare calmo e tranquillo e pensare a correre. Saliamo in cresta, paesaggio da favola sulle colline, corro bene, non vedo più Toby ne gli altri, ho fatto un pochino di vuoto. Il vento soffia alle spalle, fa caldo, ma si sta benissimo e si avvicina la metà gara. Ad un certo punto vedo davanti un ungulato che parla con due volontari, siamo al ristoro del 50mo, ma Washington, dove mi aspettano crew e pacer è a sole 4 miglia, decido di riempire solo la borraccia ed andare all'inseguimento del Cinghiale. Che invece mi sbuca da in mezzo al bosco, il ristoro era appena dietro in un parcheggio! Oh, finalmente due parole e ci facciamo un po'di analisi: stanchi, muscoli provati, qualche accenno di crampo tenuto a bada, ma siamo al 50mo miglio in meno di otto ore, siamo andati alla grande. Ci facciamo in compagnia la strada fino a Washington, per andare alla Aid Station c'è un breve in & out e vedo Jean con la sua crew che esce. Complimenti ed incitamento reciproco ed arriviamo alla Aid Station.

Robbie Britton, tranquillo ed in controllo a Washington
Atmosfera incredibile, entriamo e tutti applaudono, stelle e strisce dappertutto (Washington come Washington DC, capirò poi da lucido). C'è Andrew pronto a partire, mi dice "Don't overcook it!", ha ragione, bisogna stare tranquilli, ma sto bene. Ci sono Mari e Janpo, sono prontissimi. Cosa devo fare? Prendere la frontalina. Ok. Gels. Ok. Sali. Ok. Coca Cola e fragole fresche, io ci sono, non voglio fermarmi troppo. Ringrazio tutti, è stata una carica pazzesca ed esco con Andrew.
Io ed il Cinghiale all'arrivo a Washington
Mi chiede informazioni su come voglio gestire il tutto e poi iniziamo a parlare del più e del meno. E'una sensazione fantastica: sono al 55mo miglio, sto bene, c'è il mio amico Andrew a farmi da pacer, il paesaggio si fa sempre più bello. E sono terzo, anche se non ci penso perchè so bene che la gara è lunghissima e dietro ho gente forte e con esperienza.
E difatti salendo sul crinale mi giro e vedo il Cinghiale con Janpo a fargli da pacer che stanno recuperando. Mi lascio andare a gesti osceni di benvenuto, ma nella discesa seguente non mi raggiungono, strano. Comunque sia mi lascio andare, il vento alle spalle aiuta non poco, vedo la mia crew, Maria Carla è esaltatissima, dice di vedermi bene, che sto andando alla grande ed è una bella iniezione di fiducia. Arriviamo a Botolphs, aid station fantastica, acqua addosso e tre bicchieri di Coca, mezza pesca ed un po'di arancio (frutta fresca forever) ripartiamo e spero in una bella salita che puntualmente arriva. Andrew mi dice che sto andando veloce, secondo lui sto recuperando su Jean, ma non ci penso neanche, mi sembrava davvero in grande giornata. Attraversiamo pascoli bellissimi, ci sono milioni di cancelletti, ma il mio pacer li apre tutti per me, mi sento un re.
Course marking
In discesa vado ancora deciso, siamo a Saddlescombe Farm, solita routine di frutta e Coca Cola, uscendo dalla AS incontriamo anche Massi e Janpo che stanno tenendo il passo, mi sembrano in ottima forma!
Pyecombe, MC e Barbara, solito supporto ma non ho bisogno di niente se non sali che sto mangiando in continuazione per tenere a bada i crampi. Sto bevendo, ma con il caldo ed il vento sudo moltissimo, oltretutto stiamo correndo tutto, i muscoli delle gambe sono davvero provati. Prima di arrivare al ristoro di Clayton Windmills vedo Jean davanti in un pezzo in salita. Sta correndo, ma piano piano mi avvicino. Faccio uno strappo ed al ristoro la raggiungo. C'è un vento incredibile, ma Coca Cola, arancio, gel e frontale dalla mia drop bag e riparto deciso, per vedere se riesco a fare un po'di gap. Uscendo dall' in & out vedo Massi, mi sembra stia bene e vada deciso, siamo tutti lì a due/tre minuti, ci sarà da ridere.
La logorante routine della crew: guidare, aspettare, preparare tutto e farsi trovare pronti! GRAZIE!!
Parto deciso, e con Andrew cerchiamo di forzare quello che le gambe ci permettono: trenta miglia davanti, ancora un eternità, non bisogna fare sciocchezze e siccome stiamo correndo in continuazione ho paura di un cedimento improvviso! Parliamo di famiglia e corsa, bambini, cancelletto dopo cancelletto Andrew mi dice che Jeanne è a distanza, stiamo andando bene. Finche' arriva un bivio: nessuna delle due strade è balisata, strano. Ok andiamo di qua, ha senso. No di qua no, di là. Vado io tu resta qui. Dopo venti minuti capiamo di dover tornare indietro. Non è il massimo della vita, ma tornati al cancelletto capiamo di aver ceffato l'incrocio meglio segnalato della giornata. Potere della conversazione. Oh fuck, mezz'ora andata.
Però la testa reagisce, siamo di nuovo sulla strada giusta, le posizioni perse pazienza, c'è una lunga discesa dove lascio andare tutto quello che ho ed entro in modalità "battaglia", mi viene l'occhio della tigre e sullo strappo seguente nel bosco anche Andrew fatica a starmi dietro. Arriviamo a Saddlecombe Farm, chiedo in che posizione sono e mi dicono quarto, sono contenti che abbia ritrovato la via. Ok, Massi è a cinque minuti, Jean parecchi di più, ma io sto bene e sono sicuro di poter arrivare in fondo, cosa capiterà lo vedremo andando. Pezzo scorrevole, entro nel bosco poi finalmente una salità lunga e continua. Vedo il Cinghiale davanti che cammina bene, ma sforzandomi un po'riesco a riprenderlo quasi in cima. Yes.
Massi ed il suo pacer Janpo a Southease
Abbraccio e facciamo due parole, era preoccupato quando ha saputo che mi sono perso, mi dice che ha provato a tenere Jean ma che ha un passo micidiale, sta correndo ogni salita, adesso è con una pacer e stanno andando decise. Massi sta bene, ha solo problemi con i piedi ed inizia un po' di nausea, la sua nemica numero 1. Però finora ok, e siamo già a 76 miglia.
Allungo un po' nel corribile dove le gambe tengono, mi sembra di viaggiare bene anche nel discesone cementato tra allevamenti di maiali, arrivo in fondo alla discesa, ci immettiamo in una sterratona e dietro di me vedo il Cinghialone che ha tenuto botta. Sullo sterrato allungo, mi sento bene, sto recuperando e sono ancora lucido e affamato, finalmente la mia crew! Alzo il braccio e urlo come un matto, mi chiedono come va. Dico loro che avevo passato anche Jean poi mi sono perso, ma che ora sto bene e sono cattivo. Maria Carla mi corre a fianco fino al ristoro dove mi fermo giusto mezzo secondo a riempire la borraccia e riparto. Voglio vedere se riesco a staccare un po' Massi e quanto è davanti Jeanne, inizio quasi a credere di poterla prendere. Andrew mi dice che al ristoro aveva 5 minuti, e difatti passato un passaggio a livello, la vedo a metà di una salita bella tosta con la sua pacer. Cerco di mettemi sotto deciso e vedo che piano piano recupero terreno, finchè dopo l'ultimo tornante eccola lì.
La affianco quasi in cima, mi dice che era sicura che l'avrei ripresa (io per niente) e che ha cercato di avvertirci che stavamo sbagliando ma andavamo troppo decisi! Sul piano cerco di allungare senza voltarmi, poi delle salitine che se fossi solo avrei camminato, ma che mi tocca correre. Le gambe iniziano a far male, ma l'energia c'è ancora tutta. Andrew mi dice che stiamo guadagnando pian piano, è esaltatissimo dalla nostra corsa e mi trasmette grande positività.
Course marking
Pecore ovunque, bisogna correre come matti sulla cresta di queste colline magnifiche di gesso, paesaggio eccezionale. Un po'di paranoia per il percorso, ora ho il terrore di sbagliare di nuovo, sento un po'di pressione, inizio a pensare che mi piacerebbe arrivare una volta sul podio, poi lascio andare tutti i pensieri e mi godo la corsa e la compagnia.
Scendiamo ad Alfriston, le gambe vanno ancora in una discesa cementata, sono sicuro che qui sto tenendo botta e ci infiliamo nel ristoro del 91mo miglio, dentro una chiesa splendida di legno. Avocado, mango, pesca e Coca Cola a nastro, Andrew è al bagno ma io inizio ad andare, non voglio perdere tempo. Finalmente lo stimolo a far pipì, era da stamattina che non la facevo. Sono tranquillo, ho bevuto un sacco, sarà tutto ok: invece esce una cosa rossastra scura come la notte. Ahi ahi, altro che disidratato, questo è sangue. Un po' mi preoccupo, ho paura di crollare adesso, o peggio ancora di farmi del male ai reni, ma Andrew mi tranquillizza dicendo che è solo mioglobina dovuta alle contrazioni eccentriche dei muscoli: insomma troppa corsa, con acqua e riposo domattina sarò ok. Mah.

Nel dubbio bevo parecchio, la strada sale nel bosco fantastica, raggiungiamo un plateau tra le pecore ed è oramai ora di mettere la frontale. Discesa e raggiungiamo un paesino, qui ci dovrebbe essere l'ultimo ristoro, Jevington. Ed invece no, si risale su una salita continua che cammino tranquillo, voglio vedere chi è che corre qui! Sbuchiamo di nuovo su un plateau poi le indicazioni ci mandano tra i prati, sbuca un trigger point roccioso e guardando sotto di noi vediamo Eastbourne: ma allora abbiamo saltato l'ultimo ristoro, oramai siamo quasi all'arrivo! Mi si riempie il cuore, riconosco la deviazione che ci porterà in città e corriamo decisi nel bosco fino a spuntare sull'asfalto. Si fa strada la sensazione che anche questa volta ce l'abbiamo fatta, portiamo a casa la gara... Un po'penso che in questo momento sono secondo in una 100 miglia, mai successo. Ma non faccio in tempo a pensarci troppo che vedo una frontale davanti a me ad un incrocio che punta nel buio... E' Maria Carla: alzo il pugno e mi lascio andare ad un urlo all'americana, mi viene incontro sorridendo e mi dice che era sicura che avrei ripreso anche Jean! Gioia pura, ma adesso la stanchezza cala improvvisa. C'è ancora tre chilometri lunghissimi in città, supero un balisatore e guardo l'orologio, siamo a sedici ore e venti, assurdo ed incredibile, sotto il record della corsa, un tempo che mai avrei pensato di poter anche solo avvicinare.
Giri, rigiri e finalmente ci siamo, compare il campo di atletica del college. Una pacca sulle spalle ad Andrew, è stato formidabile, non ho parole per ringraziarlo, ma anche lui è contentissimo: un grande amico prima che un grande runner. Ultimo giro, mi godo le sensazioni, ultima stretta di mano e poi l'arrivo. James mi mette la medaglia al collo e tutto lo staff viene a complimentarsi, anche Robbie Britton che ha stravinto con un tempo allucinante. Abbraccio con Barbara e Maria Carla, e finalmente mi godo il fatto di non dover più correre, posso finalmente stare fermo!
James Elson, l'organizzatore, io ed Andrew. (photo www.centurionrunning.com)
Sono stravolto, ma felicissimo, non riesco a smettere di sorridere. Entro al caldo e finalmente mi siedo e bevo un tea caldo. Aaah, relax. Ma ecco che arriva un altro runner, tutti fuori: è Jean, solida come una roccia, terza assoluta e record femminile demolito di circa due ore e mezza. Che roba! Mi congratulo con lei che ringrazia MC e Barbara per il tifo che le hanno fatto tutto il giorno (così come aveva fatto anche Robbie): grandi.
Jean Beaumont, awesome performance! (photo www.centurionrunning.com)
Altro tea, mi copro, ed ecco che arriva qualcun'altro: tutti fuori, sono due tizi locali che avanzano ad un passo allucinante, sembrano appena partiti, incredibile. Terzi a pari merito, hanno fatto un recupero micidiale... Ma dopo dieci minuti eccolo qui, sbuca lui, il grande Cinghialone: prima 100 miglia chiusa in 17:11, con le ultime due ore fatte senza toccare cibo e lo stomaco a puttane. Finalmente ci abbracciamo, è l'arrivo di un viaggio durato ben più di 100 miglia, siamo felicissimi. Rientriamo, doccia, Massi piano piano sistema lo stomaco, vediamo un po'di arrivi e poi ce ne andiamo a dormire. Saluto Andrew che ha trovato un passaggio per tornare a Washington, James e lo staff e via in albergo.
Great runner + good friend: the best of pacers. Thank you Andrew!!!
Sul lungomare e c'è un po' di tipico spaccato di vita inglese con rissa tra due slappers sedata dalla polizia, ma ben presto si chiudono gli occhi e nonostante il mal di gambe, mi faccio un bel sonno ristoratore.
Al mattino faccio due passi sul lungomare, gambe, ovviamente, di marmo, ma sto bene. Colazione all'inglese e poi passiamo a salutare James ed il suo staff: hanno organizzato una gara incredibile, perfetta. Tra volontari ed addetti è stata una giornata fantastica, difficile ringraziarli abbastanza.

Si riparte ed in due orette siamo a Dover: traghetto, dove mi filmano mentre arranco nel parcheggio e per salire le scale, e poi ci concediamo fish and chips a bordo con una bella IPA. Non esattamente il sunday roast che avevamo sognato se non ci avessero cancellato il volo, ma va bene uguale.

Sbarchiamo in Francia e ricomincia il viaggio. Io e Massi siamo abbastanza fuori uso, guideremo soltanto un pezzetto verso casa, si dividono la guida Janpo (che si è anche fatto 60 km da pacer) e Maria Carla con l'aiuto di Barbara come navigatrice (dopo che si sono fatte 300 km per seguirci nei vari punti). Tra soste (poche) e risate (tante) siamo a Genova alle quattro. Al mattino alle otto sono già attivo: le gambe vanno miracolosamente meglio, riunione e poi a mezzogiorno sono davanti al PC.
Stanco. Assonnato. Dolorante. Ma con la mia bella fibbia nuova che dice ONE HUNDRED MILES IN ONE DAY ed una borsa piena di ricordi. Felice, di aver corso 100 miglia, di aver fatto la pazzia di essere andati in macchina, di aver condiviso con Massi e Barbara e con la mia crew (Janpo e MC), che non ringrazierò mai abbastanza: spero solo di poter contraccambiare presto...
Questo dice la classifica. Genova on the rampage.

Materiale utilizzato:

T-Shirt Capilene 1 Patagonia, sempre la stessa da inizio a fine. Al mattino per le prime due ore e alla sera l'ultima ora, ho messo i manicotti Compressport, comodissimi. Shorts, i fidati The North Face Agility con tasche per infilare i gel e le cartacce, sempre ottimi. Calze Smartwool Micro Crew e dal 35mo Drymax Trail Lite Micro Crew, fantastiche, sono arrivato coi piedi praticamente integri.
Scarpe Brooks Pure Grit II, con cui mi sono trovato benissimo, all'altezza della prima versione.
Visiera Compressport in testa dall'inizio alla fine.

Zaino, ho usato la vestina HPL 028 e per bere la borraccia a mano Nathan Quickdraw, continuo a pensare che sia la scelta migliore perchè mi fa bere con continuità e si riempie facilmente.

Nello zaino avevo giacca Adidas (non usata) visto che veniva richiesta giacca impermeabile nastrata, qui avrei potuto portare qualcosa di meno ingombrante, ma costano i gusci e questa l'avevo trovata a € 29 all'Outlet! Frontale Petzl E-Lite d'emergenza, e dal 75mo Frontale Petzl MYO (accesa nell'ultima ora). Tra l'altro la Petzl era sponsor ed ho visto le nuove Tikka... Spettacolari e meno ingombranti della NAO pur avendo lo stesso sistema.

Per il materiale obbligatorio: cartina autoprodotta partendo da OSM in due fogli A4, minimo ingombro. Fischietto, minibussola (grande come una moneta da 20 cents), telo termico, borraccia collassabile (tenuta sempre vuota, era per fare il litro obbligatorio). Tutto mai toccato.

Mangiare: 32 gel GU gusti vari ed assortiti (Banana Strawberry però resta il numero 1), rigorosamente ogni mezz'ora anche quando lo stomaco mi mandava afareinculo. Tre recovery drink For Goodness Shakes (al 35mo, 54mo e 80mo miglio), il primo mi è stato detto poi che non era mixato, quindi puro effetto placebo. Due borracce di GU Brew all'inizio ed almeno 10 d'acqua pura (dopo un po' il GU Brew non mi andava più). Una ventina di pastiglie Saltstick, praticamente dal 40mo sentivo sempre i crampi in agguato e ne ho consumato a sfregio. Ottime.
Qualche litro di Coca Cola, che si può dire quello che si vuole ma è l'ultradrink per eccellenza (assieme al Ginger Ale che ho preso dove disponibile).
Qualche chilo di frutta fresca, fantastica, specie albicocche e anguria, con l'apoteosi del mango al penultimo.
In un ristoro c'era pure il sushi, ma non ce la facevo proprio.