Wednesday, July 2

Quadrifoglio Trail 31 Maggio 2014

Con la mia solita calma, report sulla gara di Borgo Val Taro.

Allora, l'idea di andarci mi sembra l'avesse tirata fuori Ezio, quindi stavolta la colpa è sua. A ruota si era aggiunto Luca, poi io, poi la brigata degli Imperiesi, e alla fine anche il Prof aveva ceduto. Doveva esserci anche Frenk... ma si sa che l'uomo è imprevedibile!

L'idea della gara mi attirava, fare quattro petali con passaggio dalla zona di arrivo/partenza permetteva di non doversi portare dietro la solita mezza casa di materiale e comunque incrociare spesso gli altri e vivere l'atmosfera gara continuamente. Ci arrivavo con nelle gambe tanti chilometri, la testa sgombra e la voglia di correre e stare in giro: direi la condizione ideale, raramente capita di essere così tranquilli e rilassati.

E così venerdì io e Maria Carla partiamo per raggiungere Luca ed Ezio già in loco. La logistica è ottima, abbiamo da dormire in un bel palazzetto con brande, ritiro pettorali vicino e funzionale, atmosfera rilassata e Borgo Val Taro è pure un bel paesino. Pasta party, briefing (per la prima volta nella mia vita fatto coi fiocchi, bravo Roberto) e poi a nanna. Cioè, non proprio visto che la presenza di Coppetti, Pelato e Profeta causa momenti di ilarità.

The kids will have their say

Creando scompiglio in palestra. Dancing by Profeta.

La notte passa indenne (più o meno) e poi via con i preparativi. Frizzi, lazzi e poi si va.
Bosco, clima umido ma si sta bene, due parole con Mauro Manenti e su un tratto piano allungo un pelo e mi accodo ad un bel trenino di ragazzi che fanno la 27 o la 61. In discesa lascio andare, forse anche troppo, ma sto bene, voglio provare a forzare un pochino il ritmo. Tre orette e finisce il primo petalo, passiamo per la cittadina con gente per negozi a passeggio e si riparte. Siamo tutti vicini, davanti a me Andrea Rebeschi, appena dietro Luca Guerini, Mauro Manenti ed il suo socio TRB, ma la gara è appena iniziata. Passo Andrea sul falsopiano in salita e poi recupero Maicol, un simpatico ragazzo valdostano con cui faccio qualche chilometro. Mi raggiunge Maria Carla ed è un piacere fare due parole. Poi rimango solo ed è ancora bosco, sarebbe corribile ma inconsciamente abbasso i ritmi e dopo un po'vedo ritornare su Andrea che in salita ha un passo micidiale. Mi accodo ed è uno dei pezzi più belli della gara, arriviamo a Zum Zeri e dopo un ultimo strappo sulle piste da sci è discesa esilarante per circa 20 km. Stop fisiologico ed Andrea va avanti, poi stop fisiologico suo e ritorno sotto... Insomma, alla fine entriamo insieme al ristoro alla fine del secondo petalo. 61 km fatti in 6:55, gran bel ritmo! Prendo su gel, mando giù un recovery e bevo troppa Coca Cola visto che ero un pelo disidratato. 

Start line
Esco dal ristoro e con la calma mi crolla addosso la stanchezza: ora fa caldo deciso, sono comunque stanco, e ho davanti ancora 40 km. Mi fermo alla fontana, mi bagno per bene e decido di lasciare andare Andrea e fare la mia gara o rischio. Mai decisione fu più saggia.
Salita delle Spiagge, tosta tosta tosta e sotto il sole, ora la crisi si fa sentire e mi dico di salire al mio passo ma nella testa passano immagini catastrofiche ed apocalittiche. Continuo con il mio passo da mulo finchè non vedo una fonte con ristoro. Più che l'acqua da bere mi illumina l'idea di mettermi sotto la fontana: ahhhh piacere immenso, abbasso la temperatura corporea e quando riparto anche lo stomaco riprende a funzionare a dovere. Inoltre ho visto la sagoma di Andrea là davanti, segno che non mi ha proprio mollato. La strada spiana, riprendo a correre, piano piano aumento anche il ritmo, sto meglio e dopo venti minuti riprendo anche Andrea che sul piano sta faticando a tenere il ritmo. Svegliamo l'addetto al ristoro (è quello dove faranno birra e salcicce da lì a poco... yum) e poi ripartiamo, ma ho qualcosina in più e sull'eterno saliscendi nel fango malefico guadagno un minutino o due di vantaggio, sto bene e anche nel bellissimo tratto in discesa per tornare a Borgo Taro ci do dentro come un matto, sto bene e sono attento, vigile, ma capisco che ora non devo risparmiare. Penso a come sarò messo tra 20 km nell'ultima discesa verso l'arrivo e un po'spingo via l'idea, un po'la tengo lì a motivarmi a non mollare. 
Il Prof è riuscito anche qui a perdersi... Ma grande prestazione alla fine!

Entro all'ultimo ristoro e Maria Carla vedendomi mi chiede se mi sono ritirato: no, anzi, sarei in testa. Recupero gli ultimi gel e poi riparto per cercare di non incrociare Andrea in uscita, ma mentre sto girando l'angolo eccolo che arriva e sta anche correndo bene. Ci diamo un cinque al volo (grande persona Andrea, è stato un onore correre con lui e "contro" di lui) e rimetto la testa in modalità race. Mamma mia che dura, cammino un po' anche se la salita è dolce e poi facendomi violenza riprendo a correre anche grazie ai gel che sto mandando giù come un orologio. Vado, direi anche bene. Oddio, forse solo benino. Comunque sulle sterratone metto giù km pensando che mi avvicinano alla fine finchè non sbuca un volontario con ristoro: mi dice che ci sono 7 km di loop e poi ultima picchiata verso l'arrivo. Dai, portiamoci a casa anche questa. Mi lancio deciso, la discesa si fa brutta e tecnica ma continuo ad accellerare finchè le gambe non urlano, poi c'è un pezzo nel burrone dove nessuno può correre. Buon per me, visto che il ragazzo del ristoro mi ha detto che ho 5 minuti di vantaggio. Ricominciamo a risalire, il caldo mi sta consumando, le gambe sono a pezzi e sento qualche avvisaglia di crampo; mando giù sali, cerco di stare composto e quando ritorno al ristoro vedo Mauro che mi chiede com'è il loop. Mento spudoratamente e mi lancio in discesa esaltato dal tifo di un ragazzo simpaticissimo dell'organizzazione. C'è un po'di saliscendi e poi i pratoni che aspettavo: non mi risparmio, anzi, corro ad un ritmo assassino che sicuramente mi lascerà le gambe di marmo, però sono felice, di essere lì a correre al tramonto, avere fatto 100 km tra bellissime montagne, con amici vecchi e nuovi e se va bene arrivo anche uno stavolta. Entro in paese e gli ultimi metri portano il solito sollievo di avrcela fatta, aver visto nuovamente l'arrivo. 11:19:46, nuovo course record. Sono andato così forte nell'ultimo tratto che ho colto Maria Carla di sorpresa ed è al bar a prendersi un caffè (ha fatto una marea di chilometri ed è stata a sentire le parole sconnesse di tutto il gruppo in questa lunghissima giornata). C'è anche Luca che (disgraziato) si è fermato al traguardo della 61. Arriva Coppetti che mi salta addosso mentre mi intervista Teleradio Algiasira poi anche Ezio compare ed è festa grande. C'è il Gaggio che come tutti scambia Ezio per me e dopo qualche minuto arriva Andrea: grande runner e grande persona.

Qualcuno riesce a non correre a rotta di collo qui?

Ancora qualche parola, poi doccia meritata e premiazioni. Ma prima Roberto ci allunga due buoni per 4 aperitivi con degustazione vini e prodotti locali in quattro diversi bar del paese. Cosa facciamo, torniamo a casa subito? Non sia mai, e allora io e Maria Carla festeggiamo con un bel giro di assaggi e bevute mentre vediamo spuntare gli altri e finire Ezio con un grandissimo ottavo posto.

Tutto vero, ho vinto!


In macchina, dove riesco anche a guidare grazie alle tonnellate di caffeina ingurgitate, e per l'una siamo a casa a dormire. L'indomani, matrimonio del Cinese... Ma questa è un'altra storia.

L'angolo dello psicopatico: materiali.

Partiamo dal basso, alla fine ho usato le Helios e l'unica cosa che mi viene in mente da dire è che ho fatto bene perchè sono una gran scarpa. Leggere, comode, ammortizzate... Poco considerate, ma per certe gare scorrevoli sono micidiali. Grazie La Sportiva. Calze Injinjii no show leggere che mi hanno tenuto i piedi ok anche nel fango. Soliti shorts TNF con tasche (che riempio regolarmente di cartacce di gel che non butto mai) e t-shirt Zero Running Company, prototipo della collezione che uscirà a settembre: se il buongiorno si vede dal mattino... Tutto e di più sul loro sito e su twitter @zerorunning
Solita visiera Headsweats di Powerbar, vestina Nathan hpl #028, con dentro giacchina, telo termico e frontale, non usati.

Mi sono portato dietro solo una borraccia a mano Nathan, e anche se i ristori erano tanti in qualche punto ero "corto" di acqua. Ma ai ristori mi sono sempre demolito di Coca Cola. Anche troppo.
Alimentazione: solita strategia, gel ogni mezz'ora ed i miei fedeli Powerbar hanno funzionato alla grande. Questa volta ci ho infilato nei momenti di crisi, o quando bisognava accellerare, qualche busta di Powershots che mangiavo ogni dieci minuti. Ottima alternativa quando i gel non vanno più giù. A metà mi sono fatto un recovery Powerbar, ma insieme ci ho bevuto troppa Coca Cola e mi ha appesantito. Però alle gambe ha fatto bene, perchè ho ripreso a correre sciolto. Tante pastiglie di sali Saltstick.

Alla fine, nell'ordine: torta d'erbe (non è erbazzone!) e bicchiere di Malvasia, Sauvignon con crudo e parmigiano stagionato, Dolcetto e costine con patate e per finire Malvasia dolce e Amor di Borgo Taro, autentica bomba calorica buonissima. Ospitalità fantastica, grazie ragazzi.

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