Wednesday, July 16

Pagella del primo semestre/riflessioni pre Montane Lakeland 100

Mmmmh, eccoci di nuovo qui, dieci giorni alla Lakeland 100.

Inizia il tapering, compaiono i dubbi, si fa la lista dei dolorini... insomma, si inizia a pensare di aver fatto una solenne cazzata. Ma dall'altra c'è anche l'eccitazione, la voglia di mettersi sul sentiero e pedalare, restare solo per ore: vedere se anche questa volta si riesce a portare a casa il traguardo.

Come sono messo? Bene, dai.

Km nelle gambe ne ho parecchi, dall'inizio dell'anno ho passato agevolmente i 3000. In vista del fatto che Lakeland è a fine luglio, me la sono presa comoda a gennaio, abbastanza a febbraio e da marzo ho aumentato un po'. Ho tenuto una media alta di km, forse ho fatto meno lunghi da 40/50 km, ma per la prima volta ho anche fatto qualche piccolo lavoro di velocità (ripetute sul miglio e ripetute in salita lunghe più qualche uscita di tempo) e a malincuore mi tocca dire che sono servite e l'ho visto subito al Gorrei, dove ho buttato giù una quarantina di minuti dal mio personale (poi, il fatto che altre sette persone davanti a me sono andate come ossessi è un altro discorso...).

Ad un certo punto vedi che le cose vanno bene, ti senti oramai un veterano, un esperto, dentro di te sai che sei invincibile e che se non avessi il lavoro oramai saresti lì a giocartela con Kilian e Rob Krar: invece di fare una/due gare lunghe l'anno pensi che ce ne sta almeno almeno un altra. Hai degli amici balordi che ti trascinano e vai al Quadrifoglio pensando che poi farai Lakeland 100 a luglio e ad ottobre pure un'altra 100 miglia. E sono razzi.

Perchè al Quadrifoglio spingi come un matto, vinci pure, ma nonostante il tuo ego ti dica che sei immortale, al sabato dopo vai con il Prof e Fabrizio a farti 40 km e sei morto e hai una caviglia malmessa che ti fa compensare anche con la punta delle orecchie. Ma mai mollare, scherzi, c'è una 100 miglia da preparare, e allora salti mortali per inserire uscite anche se nell'ultimo mese stai viaggiando per mezza Europa, il tempo fa schifo e c'è pure il matrimonio di tua sorella. E la caviglia continua a far male (come fa a guarire correndo?) e la testa dopo un po' riporta un vecchio ritornello del buon Marco Masini (no, NON SONO SUPERSTIZIOSO) "perchè lo fai, disperato ragazzo mio..."

La storia ha un finale semi lieto, nel senso che non mi sono autodistrutto: una sera uscendo per un lungomare con Maria Carla ho l'illuminazione. Corricchiamo tranquilli, c'è il sole che tramonta, facciamo due parole in pace, parliamo di cosa cucinarci la sera e la testa finalmente va da sola. Il dolore passa, torno di nuovo a casa soddisfatto. Anche se abbiamo fatto "solo" 10 km. Ed il cronometro manco l'ho fatto partire.

Tra i runners ci sono sicuramente personalità particolari, ma tra chi fa ultra penso si trovino veri casi umani. E' nella natura delle cose: troppi km da fare, troppe emozioni, ed ogni volta ci mettiamo sul filo di un rasoio prendendo bordate da ambo le parti, non è semplice tenere la direzione. Ma la strada è maestra, ha un suo modo per dirci che non sei messo bene: chi è bravo se ne accorge subito, chi è un po' più ottuso come me ha bisogno di più tempo, certi fanno finta di niente e tirano dritto finchè reggi e poi scoppi.

E così ho ricostruito.

Abbassando i ritmi. E anche il kilometraggio, per qualche giorno. Ho ripreso a fare attenzione a come correvo. Mi sono rimesso a fare stretching. E qualche addominale e plank per controllare quel dolorino all'inguine che da mesi mi diceva PUBALGIA, ma niente, c'era da fare i km! Ho tagliato anche qualche birra e cercato di non abbuffarmi. Il mio corpo ha ringraziato, la testa anche. E giovedì scorso sono uscito dall'albergo, attaccato il cronometro e fatto 15 km in un parco di Sofia, aumentando piano, poi più forte, poi ancora più forte e alla fine senza sforzo ho fermato il cronometro ed ho visto che c'ero. Come prima, anzi meglio.

Ora, la caviglia è più o meno a posto. Il mio dolore all'inguine mi sembra di poterlo controllare. I km li ho fatti comunque. Sono riposato. Ed ho quel misto di paura ed eccitazione che ci deve essere prima di una cento miglia.

Pronto. Consapevole che può capitare di tutto, ma anche che venderò cara la pelle e cercherò nuovamente quel limite a cui tutti cerchiamo di avvicinarci.

Wednesday, July 2

Quadrifoglio Trail 31 Maggio 2014

Con la mia solita calma, report sulla gara di Borgo Val Taro.

Allora, l'idea di andarci mi sembra l'avesse tirata fuori Ezio, quindi stavolta la colpa è sua. A ruota si era aggiunto Luca, poi io, poi la brigata degli Imperiesi, e alla fine anche il Prof aveva ceduto. Doveva esserci anche Frenk... ma si sa che l'uomo è imprevedibile!

L'idea della gara mi attirava, fare quattro petali con passaggio dalla zona di arrivo/partenza permetteva di non doversi portare dietro la solita mezza casa di materiale e comunque incrociare spesso gli altri e vivere l'atmosfera gara continuamente. Ci arrivavo con nelle gambe tanti chilometri, la testa sgombra e la voglia di correre e stare in giro: direi la condizione ideale, raramente capita di essere così tranquilli e rilassati.

E così venerdì io e Maria Carla partiamo per raggiungere Luca ed Ezio già in loco. La logistica è ottima, abbiamo da dormire in un bel palazzetto con brande, ritiro pettorali vicino e funzionale, atmosfera rilassata e Borgo Val Taro è pure un bel paesino. Pasta party, briefing (per la prima volta nella mia vita fatto coi fiocchi, bravo Roberto) e poi a nanna. Cioè, non proprio visto che la presenza di Coppetti, Pelato e Profeta causa momenti di ilarità.

The kids will have their say

Creando scompiglio in palestra. Dancing by Profeta.

La notte passa indenne (più o meno) e poi via con i preparativi. Frizzi, lazzi e poi si va.
Bosco, clima umido ma si sta bene, due parole con Mauro Manenti e su un tratto piano allungo un pelo e mi accodo ad un bel trenino di ragazzi che fanno la 27 o la 61. In discesa lascio andare, forse anche troppo, ma sto bene, voglio provare a forzare un pochino il ritmo. Tre orette e finisce il primo petalo, passiamo per la cittadina con gente per negozi a passeggio e si riparte. Siamo tutti vicini, davanti a me Andrea Rebeschi, appena dietro Luca Guerini, Mauro Manenti ed il suo socio TRB, ma la gara è appena iniziata. Passo Andrea sul falsopiano in salita e poi recupero Maicol, un simpatico ragazzo valdostano con cui faccio qualche chilometro. Mi raggiunge Maria Carla ed è un piacere fare due parole. Poi rimango solo ed è ancora bosco, sarebbe corribile ma inconsciamente abbasso i ritmi e dopo un po'vedo ritornare su Andrea che in salita ha un passo micidiale. Mi accodo ed è uno dei pezzi più belli della gara, arriviamo a Zum Zeri e dopo un ultimo strappo sulle piste da sci è discesa esilarante per circa 20 km. Stop fisiologico ed Andrea va avanti, poi stop fisiologico suo e ritorno sotto... Insomma, alla fine entriamo insieme al ristoro alla fine del secondo petalo. 61 km fatti in 6:55, gran bel ritmo! Prendo su gel, mando giù un recovery e bevo troppa Coca Cola visto che ero un pelo disidratato. 

Start line
Esco dal ristoro e con la calma mi crolla addosso la stanchezza: ora fa caldo deciso, sono comunque stanco, e ho davanti ancora 40 km. Mi fermo alla fontana, mi bagno per bene e decido di lasciare andare Andrea e fare la mia gara o rischio. Mai decisione fu più saggia.
Salita delle Spiagge, tosta tosta tosta e sotto il sole, ora la crisi si fa sentire e mi dico di salire al mio passo ma nella testa passano immagini catastrofiche ed apocalittiche. Continuo con il mio passo da mulo finchè non vedo una fonte con ristoro. Più che l'acqua da bere mi illumina l'idea di mettermi sotto la fontana: ahhhh piacere immenso, abbasso la temperatura corporea e quando riparto anche lo stomaco riprende a funzionare a dovere. Inoltre ho visto la sagoma di Andrea là davanti, segno che non mi ha proprio mollato. La strada spiana, riprendo a correre, piano piano aumento anche il ritmo, sto meglio e dopo venti minuti riprendo anche Andrea che sul piano sta faticando a tenere il ritmo. Svegliamo l'addetto al ristoro (è quello dove faranno birra e salcicce da lì a poco... yum) e poi ripartiamo, ma ho qualcosina in più e sull'eterno saliscendi nel fango malefico guadagno un minutino o due di vantaggio, sto bene e anche nel bellissimo tratto in discesa per tornare a Borgo Taro ci do dentro come un matto, sto bene e sono attento, vigile, ma capisco che ora non devo risparmiare. Penso a come sarò messo tra 20 km nell'ultima discesa verso l'arrivo e un po'spingo via l'idea, un po'la tengo lì a motivarmi a non mollare. 
Il Prof è riuscito anche qui a perdersi... Ma grande prestazione alla fine!

Entro all'ultimo ristoro e Maria Carla vedendomi mi chiede se mi sono ritirato: no, anzi, sarei in testa. Recupero gli ultimi gel e poi riparto per cercare di non incrociare Andrea in uscita, ma mentre sto girando l'angolo eccolo che arriva e sta anche correndo bene. Ci diamo un cinque al volo (grande persona Andrea, è stato un onore correre con lui e "contro" di lui) e rimetto la testa in modalità race. Mamma mia che dura, cammino un po' anche se la salita è dolce e poi facendomi violenza riprendo a correre anche grazie ai gel che sto mandando giù come un orologio. Vado, direi anche bene. Oddio, forse solo benino. Comunque sulle sterratone metto giù km pensando che mi avvicinano alla fine finchè non sbuca un volontario con ristoro: mi dice che ci sono 7 km di loop e poi ultima picchiata verso l'arrivo. Dai, portiamoci a casa anche questa. Mi lancio deciso, la discesa si fa brutta e tecnica ma continuo ad accellerare finchè le gambe non urlano, poi c'è un pezzo nel burrone dove nessuno può correre. Buon per me, visto che il ragazzo del ristoro mi ha detto che ho 5 minuti di vantaggio. Ricominciamo a risalire, il caldo mi sta consumando, le gambe sono a pezzi e sento qualche avvisaglia di crampo; mando giù sali, cerco di stare composto e quando ritorno al ristoro vedo Mauro che mi chiede com'è il loop. Mento spudoratamente e mi lancio in discesa esaltato dal tifo di un ragazzo simpaticissimo dell'organizzazione. C'è un po'di saliscendi e poi i pratoni che aspettavo: non mi risparmio, anzi, corro ad un ritmo assassino che sicuramente mi lascerà le gambe di marmo, però sono felice, di essere lì a correre al tramonto, avere fatto 100 km tra bellissime montagne, con amici vecchi e nuovi e se va bene arrivo anche uno stavolta. Entro in paese e gli ultimi metri portano il solito sollievo di avrcela fatta, aver visto nuovamente l'arrivo. 11:19:46, nuovo course record. Sono andato così forte nell'ultimo tratto che ho colto Maria Carla di sorpresa ed è al bar a prendersi un caffè (ha fatto una marea di chilometri ed è stata a sentire le parole sconnesse di tutto il gruppo in questa lunghissima giornata). C'è anche Luca che (disgraziato) si è fermato al traguardo della 61. Arriva Coppetti che mi salta addosso mentre mi intervista Teleradio Algiasira poi anche Ezio compare ed è festa grande. C'è il Gaggio che come tutti scambia Ezio per me e dopo qualche minuto arriva Andrea: grande runner e grande persona.

Qualcuno riesce a non correre a rotta di collo qui?

Ancora qualche parola, poi doccia meritata e premiazioni. Ma prima Roberto ci allunga due buoni per 4 aperitivi con degustazione vini e prodotti locali in quattro diversi bar del paese. Cosa facciamo, torniamo a casa subito? Non sia mai, e allora io e Maria Carla festeggiamo con un bel giro di assaggi e bevute mentre vediamo spuntare gli altri e finire Ezio con un grandissimo ottavo posto.

Tutto vero, ho vinto!


In macchina, dove riesco anche a guidare grazie alle tonnellate di caffeina ingurgitate, e per l'una siamo a casa a dormire. L'indomani, matrimonio del Cinese... Ma questa è un'altra storia.

L'angolo dello psicopatico: materiali.

Partiamo dal basso, alla fine ho usato le Helios e l'unica cosa che mi viene in mente da dire è che ho fatto bene perchè sono una gran scarpa. Leggere, comode, ammortizzate... Poco considerate, ma per certe gare scorrevoli sono micidiali. Grazie La Sportiva. Calze Injinjii no show leggere che mi hanno tenuto i piedi ok anche nel fango. Soliti shorts TNF con tasche (che riempio regolarmente di cartacce di gel che non butto mai) e t-shirt Zero Running Company, prototipo della collezione che uscirà a settembre: se il buongiorno si vede dal mattino... Tutto e di più sul loro sito e su twitter @zerorunning
Solita visiera Headsweats di Powerbar, vestina Nathan hpl #028, con dentro giacchina, telo termico e frontale, non usati.

Mi sono portato dietro solo una borraccia a mano Nathan, e anche se i ristori erano tanti in qualche punto ero "corto" di acqua. Ma ai ristori mi sono sempre demolito di Coca Cola. Anche troppo.
Alimentazione: solita strategia, gel ogni mezz'ora ed i miei fedeli Powerbar hanno funzionato alla grande. Questa volta ci ho infilato nei momenti di crisi, o quando bisognava accellerare, qualche busta di Powershots che mangiavo ogni dieci minuti. Ottima alternativa quando i gel non vanno più giù. A metà mi sono fatto un recovery Powerbar, ma insieme ci ho bevuto troppa Coca Cola e mi ha appesantito. Però alle gambe ha fatto bene, perchè ho ripreso a correre sciolto. Tante pastiglie di sali Saltstick.

Alla fine, nell'ordine: torta d'erbe (non è erbazzone!) e bicchiere di Malvasia, Sauvignon con crudo e parmigiano stagionato, Dolcetto e costine con patate e per finire Malvasia dolce e Amor di Borgo Taro, autentica bomba calorica buonissima. Ospitalità fantastica, grazie ragazzi.

Tuesday, May 13

Trail Gorrei 13 Aprile 2014

Il Gorrei è sempre stata una gara speciale per me.

La organizza un grande amico, Nando, con l'aiuto di Maurizio, Franco ed un mucchio di volontari entusiasti. E'stata una delle prime gare di trail tra Piemonte e Liguria, e piano piano ha continuato a crescere ed evolversi senza tanta fanfara e pubblicità, solo con il passaparola di chi ai Gorrei è venuto e ci ha corso.

Il primo anno ho esagerato con le ale artigianali la sera prima. Risultato: corso con la diarrea per 30 km cercando di bere e mangiare sali finchè non ho incontrato MC sulla corta che mi ha trascinato fino all'arrivo. L'anno dopo, è quello che passerà alla storia come quello del caldo sahariano: chi c'era lo ricorda ancora ora e ne parla con il dovuto rispetto. Una giornata di primo caldo micidiale con nessuna ombra sul percorso... Ci furono parecchie vittime ed il solo arrivare mi sembrò un miracolo. Finalmente due anni fa una corsa decorosa chiusa a ridosso dei primi dieci senza cali o crisi.

Quest'anno ci tenevo a fare bene, e dentro di me speravo di avvicinarmi alle 5 ore, un "muro" bello tosto visto che negli anni passati avrebbe portato nei primi 5 posti e che ero fermo a 5:27. 
Però i km nelle gambe li avevo: rimaneva da vedere se è quanto mi ero velocizzato.

Domenica mattina sveglia presto, anche questa volta avrò MC a farmi da crew e tifo. Passiamo a prendere Franco The Prof e via verso Ponzone. Soliti discorsi, un pensiero agli amici del terzo che oggi faranno la Mezza di Genova con i ragazzi dei Maratonabili e siamo arrivati. 

Ritiro pettorale, saluti ed incontri e mi preparo tranquillo. Alla partenza cazzeggio e mi soffermo un attimo a guardare la prima linea: mamma mia, alla fine c'è un bel po'di bestie tra cui Daniele Fornoni, Giuliano Cavallo, Filo Canetta, Pablo Barnes, Davide Ansaldo, Roberto Fluido Beretta, Ghisellini, Chiarini. Che garona che ne è venuta fuori! Vedo Stea e mi accodo: decido lì per lì di provare a stargli dietro finchè riesco, sicuro che correre con lui mi porterà fuori dal mio solito torpore iniziale.
Mentre faccio un personalissimo "controllo materiale" prima del via
Partiamo e nel primo tratto è navigazione nel traffico, ma appena entriamo nella discesa sterrata è selezione automatica. Con Stea corro bene, vedo che sta tenendo un buon ritmo, quello che mi ci vuole se voglio provare a tirare. Facciamo due parole, lasciamo andare Davide Ansaldo che sta correndo ogni passo anche sulle salite ed inizio a buttare giù il primo gel. Sto bene, addirittura su una salitella corribile prendo qualche metro di vantaggio e continuo a vedere Davide davanti di 400 metri. Primo ristoro, pieno alla borraccia e via, lasciare andare. Passiamo dalla strada ed il grande Nando mi saluta e corre con me ed un ragazzo della corta qualche metro. Le gambe girano, tengo un buon passo e dopo un po' sono al secondo ristoro. C'è Massimo della Sisport, il marito di Sonia, che fa il solito tifo. Breve stop, Coca Cola e riparto in salita correndo. Finalmente vedo anche MC che è venuta di corsa fino qui: fa qualche metro con me e poi avanti in un pezzo di piano prima del bivio.


Davanti a me vedo un runner, piano piano mi avvicino ed è Ivan Pesce, che già due anni fa avevo preso più o meno da queste parti. Corriamo un po'insieme poi sulla discesona mi prende una cinquantina di metri nonostante faccia del mio meglio per rotolare a valle. Poco male, riesco a mantenere il distacco e nel tratto successivo riesco a passare nuovamente. 
I lunghi pezzi di traverso sono tutti da correre, cerco di mantenere alti i ritmi e poi sono finalmente al ristoro dove c'è anche il grande Gianni. Tutto ok, mi dice anche che ho davanti qualcuno a poco e difatti inizio a vedere una sagoma nel tratto tecnico che segue. Mi sto avvicinando ai trenta km, si inizia a sentire la fatica ma cerco di restare mentalmente presente. Riesco a pasare Davide, cerco di mettere qualche metro di distanza, ma prima del ristoro mi raggiunge un uomo verdearancio dei Tecnica: Claudio Chiarini. Ha un passo diverso, è bello sciolto ed è inutile che cerchi di attaccarmi: continuo cercando di tenere sotto controllo la forma e vedo che comunque non sto perdendo tutto questo terreno. Anzi, all'attacco dell'ultima salita tosta vedo lui che comunque sta andando deciso ed un'altro runner: interessante.


Salgo bene, in cima c'è anche Maurizio che mi dice che se continuo così prendo Pablo: non male. E difatti sul piano continuo a mangiare metri finchè prima di una salita non mi accodo. So che Pablo è un osso duro e quindi dopo averlo passato cerco di accellerare deciso sul bel sentiero corribile finchè non lo sento più dietro. All'ultimo ristoro c'è anche MC che corre con me un pezzo: stanco sono stanco, ma mancano solo 5 km e sono carico. Primo attraversamento e poi bellissimo sentiero nel bosco, è una meraviglia e anche se sta iniziando a fare caldo davvero sono ok, dovrei reggere il ritmo fino all'arrivo. Ultimo attraversamento, discesona sterrata, zigzag nei campi e finalmente in vista di Ponzone. Appena davanti ho qualcuno, ma so che non ce la posso fare a raggiungerlo (e comunque non ne avrei le gambe) e quindi mi rilasso e mi godo la sensazione di avercela fatta anche questa volta. Guardo l'orologio e vedo che non solo sono stato sotto le cinque ore, ma se mi sbrigo sull'ultima rampa sto anche sotto le 4:40. Tifo di Sonia sull'ultima curva e finalmente ci siamo.

Ottavo, 4:39:13, Molto, molto soddisfatto della mia corsa, non mi sembra vero di essere riuscito ad andare così su una distanza che per me è davvero tanto breve... ma incredibile cosa hanno fatto davanti. Daniele vince in 4:09, Filippo secondo in 4:12, Giuliano (purtroppo provato dal mal di schiena) terzo in 4:15. Stratosferici, tutti abbondantemente sotto al record della gara. Col mio tempo sarei salito sempre almeno sul podio, oggi sono ottavo e devo anche ringraziare che qualcuno ha avuto una giornata storta.
Il podio!
Due parole con MC e Nando, un po'di relax e poi sotto la doccia. Anche Stea ha finito benissimo appena dietro di me e piano piano mi metto ad aspettare i soci tranquillo. Arriva Fabrizio il toscano, poi Ale in forma strepitosa ed immediatamente dietro il Prof che ha demolito il suo record.
DDiego di ST arriva con Maravilla Kick spettacolare, poi tocca ad Igna e subito dietro un sorprendente Pazz alla sua prima ultra. Tocca al Doc e a Frenk (due garanzie) e poi mi metto a tavola con Fabrizio e Ale.

Premiazione (grande orgoglio essere premiato da Nando) e poi ce ne torniamo a Genova e ad una cenetta di "recovery": anche quest'anno il Gorrei non mi ha tradito, e mi ha regalato una bella giornata con amici, risate e fatica.

Materiali:

Ero abbastanza indeciso su che scarpe usare, visto che le Bushido si erano rivelate una scarpa veramente valida e leggera dopo le prime uscite. Ma alla fine ho pensato a tutti i tratti davvero corribili e sono andato sulle Vertical K, che si sono rivelate ottime: leggere, flessibili ma comunque ammortizzate, forse ho patito solo le discese più ripide perchè comunque hanno poca struttura, ma a livello di comfort fantastiche.

Calze Injinji che mi hanno tenuto libero da vesciche, soliti pantaloncini con tasche da riempire di gel e cartacce e canotta di Auburn Running Company (mitica) in attesa dei prototipi di Zero RC. Visor Powerbar della Headsweats e via.

Mi sono portato una giacchina leggera e il telo dentro al marsupio Amphipod che non usavo da un pezzo, ma che si è rivelato sempre ottimo.Per l'acqua borraccia a mano Nathan.

Ho mangiato una decina di gel Powerbar, gusti vari tra Limone/Lime, Mango/Passionfruit (boni) e Mela Verde: hanno funzionato a bomba, ma sul più lungo intervallerò con qualche Powershot. Bevuto praticamente solo acqua e tre/quatro bicchieri di Coca Cola e ho buttato giù cinque Saltstick. Semplice ed efficace. A fine gara un Recovery Powerbar al cioccolato e pasta e fagioli!

Foto di Gianni "The Coach" (prima o poi tocca a noi fare gli allenatori, grazie!) e Pazz.

Friday, March 21

E' primavera!!!

Primo giorno di primavera, tempo di fare il punto della situazione... e fare gli auguri a mia mamma, che mai come quest'anno se li merita tutti: è sempre la roccia su cui poggiamo tutti, e lo resterà per molti anni ancora. Get well soon, mum!

Di solito a questo punto avevo già messo il pettorale o mi starei preparando per l'esordio, quest'anno invece mi prendo ancora un po'di tempo, e fino ad aprile ed il Gorrei niente. Non vuol dire che non sto correndo, anzi: sto infilando parecchi chilometri, qualche bel lavoro su ritmi un po' più alti del mio solito, qualche uscita lunga. Più o meno come l'anno scorso, ma forse con un po' di qualità in più. Vedremo, comunque il primo appuntamento importante resta per ora luglio e la Montane Lakeland 100.

Per festeggiare la primavera, ieri ho fatto un tentativo al FKT del Giro della Bionda, che sta diventando un must per i ragazzi del Terzo Ristoro ed in generale per i trailer genovesi (e non!): è un giro di 17 km da fare alla morte, se volete provarci, e ve lo consiglio vivamente, qui trovate tutte le info. Ci sarà qualche Giro della Bionda Day più in là con birre finali, state accorti che a correre non siamo granchè, ma nella festa siamo al top.

Ultima novità, ma bella: quest'anno avrò l'onore ed il piacere di correre come ambassador de LA SPORTIVA. Inutile dire che sono molto contento, perchè la qualità delle scarpe è spettacolare (ieri mi sono arrivate le nuove Bushido... micidiali), perchè le persone sono grandi (grazie Luca ed Alessandro) e anche perchè sono una ditta esempio dell'eccellenza italiana. Bravi.

Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera - Pablo Neruda


Tuesday, January 21

L'inverno sta finendo

No, non è assolutamente vero, ma bisogna pur trovare qualche stimolo per la stagione che inizia.

Tutti fanno buoni propositi per l'anno nuovo, e non mi sottraggo neanche io.

Il calendario sta prendendo forma, piano piano. Continuerò sulla falsariga di quello fatto l'anno scorso, poche, pochissime gare, focus sulle distanze over 100 e massimo due obbiettivi A. Mi sarebbe piaciuto tornare negli States, e mi ero lanciato in entrambe le lotteries WS e HR. Poi ho cercato di infilarmi alla Leadville (negativo), poi ho pensato ad altre 100 miglia... alla fine mi sono rinsavito e deciso che gli States devono aspettare un altro anno. Però l'idea delle 100 miglia, quella mi è rimasta, tanto che quest'anno mi sa che ne provo due.

Indicativamente sarò al Gorrei ad Aprile, un'altra gara di preparazione a giugno (qualcuno spinge per una 100 km in Germania, forse una 100 km in Bulgaria... magari anche solo la nostrana Rigantoca!) poi a luglio grande avventura in Inghilterra e Ultra Tour del Lake District: 100 miglia attraverso la regione più bella d'Inghilterra. Gara abbastanza montana con 7000m di dsl, con l'incognita della navigazione (anche se mi hanno assicurato che non è così difficile come suona) e del meteo ballerino. Un bel cambio rispetto alla SDW dell'anno scorso. A ottobre, l'idea è di finire con Magredi Mountain Trail, ogni anno mi riprometto di andarci, questo mi sa che sarà l'anno giusto. E'anche campionato italiano IUTA, quindi ci sarà parecchia gente forte davanti, che aggiunge allo spettacolo.
Il tutto salvo infortuni ed obblighi lavorativi, ovvio.

L'attenzione, rispetto all'anno scorso, si sposta un po' più in la nell'anno, e così ne ho approfittato per prendermi un gennaio più morbido e ricaricare le pile. Quest'anno ho iniziato a sciare con più convinzione e così a quello mi sono dedicato, con il contorno di qualche bella gita e pellata che comunque male non fa. Anzi, conto di mantenere lo skialp come attività alternativa almeno fino ad aprile.

Devo assolutamente rimettermi a fare del buon stretching, perchè sono rigido come un bastone, ed inizia a farsi sentire a livello articolare. E visto che siamo in tema di buoni propositi, vorrei anche riprendere a nuotare un po'. Vediamo cosa ne tiro fuori.

Altra novità: gli amici Stefano e Andrea di BIOVITA hanno deciso di darmi una mano quest'anno, e quindi i miei allenamenti e gare saranno "carburate" dal materiale POWERBAR che distribuiscono in esclusiva.
Sulla qualità dei prodotti poco da dire, sono tra i più usati in ambito Endurance e corsa in generale, hanno una linea completa che sto scoprendo con piacere e di cui magari aggiornerò ogni tanto. Grazie ragazzi.

Abbastanza calorie da smuovere una montagna...

Vediamo a fine mese se arrivano altre novità...

In ritardo, ma auguro a tutti un grande 2014: e non dimenticate mai che l'essenza della corsa sta nel sentirsi libero. Prima ancora che i tempi, km, classifiche e risultati, è quel momento di sospensione in cui sfidiamo la forza di gravità che ci rende sognatori ad occhi aperti.

Friday, January 3

The end of the line

Ci siamo, finito un anno si tirano le somme e ci si prepara a quello successivo. Vale nella vita, vale nel lavoro, vale nella corsa.

Il mio 2013? Uh, pieno di ricordi.

Gennaio è partito forte, con tanti km (una costante dell'anno) due o tre uscite lunghe e dure, e tanta voglia. A Febbraio ancora due uscite lunghe ed una pausa di una settimana per la nostra settimana bianca, il ritorno agli sci da fondo. Marzo, prima gara, giornata triste alla Maremontana, uno di noi che se va e la tristezza di essere stato testimone in prima persona. Ad Aprile si inizia a vedere che le cose vanno, a Monteregio Eco Trail io e Massi ci spingiamo un passo oltre e corriamo decisi. Maggio, il bel tempo, ora di provare i lunghi ed ancora con Massi facciamo Antola e ritorno e poi Mammut Trail, giornata da lupi ma un mare di amici. In coppia con Andrea, grande team. Giugno, è ora di tirare fuori le palle, sono 100 miglia... Ultima uscita Recco e ritorno, da solo: si accende l'interruttore, capisco di esserci. Poi Inghilterra, il delirio: volo cancellato, tutti in macchina con Janpo e poi gara. Una giornata perfetta, con una crew perfetta ed un pacer da 10 e lode. Secondi, con Massi quarto, che trasferta! Luglio: i tafani! Poi Peak District, che sogno. Due gare di fell, Edale Horseshoe con MC e tante birre. Sogno. Agosto, posti nuovi: a Gressoney a vedere gli amici al Walser, l'Aschero XL del maestro Pino, Ferragosto da Massi ed un giro fantastico ai laghetti del Gorzente con MC. Settembre, si ritorna sui nostri sentieri. Passo del Fuoco con Ezio, Antola con Franco, due grandi runners, due grandi persone. Ottobre, Morenic, la splendida cavalcata. Terzo, con tutti gli amici presenti. Novembre, ancora bel tempo, ancora km. Dicembre si chiude con un Portofino in camicia tutto da ridere, ma non prima di aver realizzato un vecchio sogno: il Cammino dell'Alleanza con Franco ed Ezio, partendo ed arrivando da casa.



2013 l'anno dei tanti km. 5.353 (malcontati, ma non troppo).
2013 l'anno della convivenza. Come spero i prossimi 60.
2013 l'anno del Terzo Ristoro. La hinchada que nunca abandona.
2013 l'anno dei fratelli e delle sorelle. Quelli che ci sono sempre quando conta.
2013 l'anno delle birre, delle risate e degli amici. Nuovi e vecchi. Come dovrebbe essere sempre.

Friday, December 13

Trail Portofino 8 dicembre 2013

E anche questa stagione volge al termine...

Dopo il Morenic, non avevo più voglia di mettere il pettorale, ma semplicemente di godermi la corsa con qualche bella uscita. Però... un po'gli amici del Terzo quasi tutti schierati, un po' il fatto che venisse anche Janpo mi ha convinto ad aggregarmi. Da buoni genovesi, tutti iscritti alla non competitiva a soli € 9 hahahahahahah.

L'ultima uscita della stagione è un po'come l'ultima partita dell'anno nella tradizione inglese: tempo di fancy dressing. Andiamo a Portofino? Allora vestiamoci a dovere! Risultato? Il Terzo tutto in camicia (a cui ho aggiunto, per non farmi mancare niente, un cappello assurdo rosafluo).

Originariamente avrei voluto farla con l'amico Pazz: complice l'idea che insieme ci saremmo tirati, e visto le temperature estive, in settimana ho corso come un asino, totalizzando 110 km da domenica a venerdì. Sabato vietta facile con MC, Janpo e Silvia e poi cena e svariate bottiglie. Diciamo che domenica non ero proprio freschissimo... Sicuramente carico per passare una bella giornata.

Pazz decide di andare da solo, io di partire e godermela senza troppe menate. Ritrovo del gruppo e foto di rito sul sagrato della chiesa, ci siamo tutti Pino, Luca, Dani, Fabio, Fede ed Alessandra (al debutto), Gino, il Doc (in camicia rosa e cravatta, maestro!), Frank... La meglio gioventù.

Ma sono già partiti? Eh si! Ah ok, partiamo anche noi.

Belli come il sole, aggancio Ezio e Franco ed iniziamo a passare un po'di gente sulla salita asfaltata. Si entra sui sentieri, incolonnamenti vari ma senza troppi ingorghi, e piano piano vado avanti. Incrocio un milione di amici, Fabrizio che non vedevo dalla Maremontana, poi Ignazio, poi Dante da Ivrea e anche Pazz che è in gran spolvero. Io sto bene e mi sembra di muovermi a modo. Sosta pipì e dopo un po'siamo in Vetta. Inizia la discesa, bella, corribile, ma ci sono i primi infortuni, tra cui Pietro Trabucchi a terra. Tutto ok? Mica tanto... Spero si sia rimesso.

Finalmente vista mare, sentiero in condizioni epocali, sole splendido, che giornata per correre sul Monte. Il grande Ale mi dà una "stirata" alla camicia prima di iniziare la discesa a San Fruttuoso, qualcuno aumenta, qualcuno tira le briglie: nonostante in discesa sia un chiodo, riesco anche a passare qualcuno, poi verso la fine il trenino si fa lungo e gli spazi stretti, mi accodo tranquillo ed una volta sbucato a San Fruttuoso chiamo Fabio all'inseguimento. Ristoro e si rinizia a salire verso Olmi. Qui si fa dura, ci sono i primi cali e riesco a passare un po'di gente. Incrocio Antonio, bravo runner di Carrara, ma al momento non sono sicuro sia lui (si, poi lo era) e proseguo. C'è un ragazzo simpatico della Sisport, Simone: facciamo due parole e poi ci tiriamo per un bel pezzo. Che giornata fantastica.
L'eleganza prima di tutto

La camicia di cotone bagnata fradicia causa qualche problema lì sotto: forse dovrei fermarmi a risolvere la questione, poi in un attimo da forse diventa devo fermarmi, poi diventa devofermarmiinfretta. Il problema è che siamo già sulla mattonata vicino alle case. Momento di terrore e crampi addominali poi vedo un canneto e mi ci butto dentro. Tutto risolto e riparto libero.

Recupero Simone, lascio andare le gambe e a Portofino si gira. C'è da correre ma sto benissimo, a Paraggi recupero gente e sulla salita successiva altre persone, compreso Fabio cotto dai crampi. Bisogna spingere, passo Cecilia Mora e mi butto nel discesone d'asfalto recuperando ancora. Sprint finale tra il tifo di MC e Silvia. 2:44 direi che me la sono cavata: ma che fatica le gare brevi. Tantissima ammirazione per i mostri della velocità; ancora di più per un personaggio come Filo Canetta che va fortissimo dai 20 ai 160 km (e che ha corso in camicia, yeah!).

Focaccia, acqua e aspettiamo gli altri con MC e Silvia. Arriva Pazz, è andato veramente forte, e appena al culo ha Franco. Un minuto dopo è il turno di Ezio.

Io e mio "fratello" Ezio con il Pazz in mezzo.
Piano piano arrivano tutti, Fabio, Simone, Ale in solita forma smagliante, Andrea che è venuto dal Veneto e si è beccato una giornatona epocale, Yuri, Janpo con il ginocchio a pezzi, Dante, Luca, Gino, Frenk, i Nicolis... tutti sorridenti, tutti pronti ad avventarsi sul ristoro autogestito del Terzo.

E con l'arrivo di Fede ed Alessandra (bravissima lei e anche Claudietta... Terzo girls), si da inizio ai festeggiamenti. Finisce... come al solito. Da Terzo.



Grazie ragazzi, giornata fantastica... e ci rivediamo nel 2014!

PS Non siete mai venuti a Portofino? Male. E'un posto fantastico (il Monte, il paese lasciamo stare). Volete venire al Trail? E'una buona idea. Però... 850 persone sul Monte forse sono un po'troppe per una gara. E soprattutto cerchiamo di mettere semplicissima acqua ai ristori e fare in modo che chi arriva appena dopo abbia ancora ristoro finale e qualcuno ad accoglierlo all'arrivo... dovrebbe essere una festa per tutti no? Comunque bellissima gara, consigliata a tutti.